Rugby & Infortuni: SmartRugby, la versione australiana

Quarto appuntamento con gli Amici di Cosimo e l’indagine sul mondo della prevenzione e della sicurezza in campo.

Gli infortuni sono un tema scottante nel mondo della palla ovale. Il rischio di conseguenze gravi, che ti condizionano per tutta la vita, è reale, ma spesso si preferisce non parlarne, non guardare. A questo proposito l’associazione Amici di Cosimo ha deciso di pubblicare una serie di articoli di Matteo Pagni per parlare, finalmente, del problema. Ecco il quarto.

Dopo il programma BokSmart, introdotto ufficialmente dalla federazione sudafricana nel 2009 e presentato nello scorso articolo, andiamo oggi ad analizzare un po’ più nel dettaglio ciò che succede in Australia, dove la federazione rugbistica impone ai propri allenatori ed ai propri arbitri di seguire un corso biennale di formazione ed aggiornamento sulle tematiche della sicurezza denominato SmartRugby che si concentra in modo particolare sull’analisi di dettaglio di tutti i momenti di contatto ed a tutte le migliori tecniche per ottimizzare il gesto.

Anche nel caso della ARU l’aggiornamento SmartRugby è obbligatorio per tutti i tecnici e per tutti gli arbitri, pena il mancato rinnovo della propria certificazione e la presenza a bordo campo di personale certificato per il primo soccorso è fortemente consigliata a tutti i club (ricordiamo che anche in Australia non esiste l’obbligatorietà del medico a bordo campo).

La federazione rugbistica australiana ha inoltre sviluppato e reso standard un sistema di gestione degli infortuni gravi che prevede un numero verde dedicato ed un accurato protocollo che deve essere seguito nel caso di ogni infortunio per il quale si sospetti una lesione spinale.

Per quanto riguarda invece la prevenzione degli infortuni durante le singole fasi di gioco la ARU ha deciso di intervenire in questo modo:

MISCHIA: è stato sviluppato un sistema di comunicazione del pericolo nelle fasi di ingaggio della mischia che porta alla sospensione del gioco ed alla accurata slegatura di ogni singolo giocatore al fine di minimizzare il rischio di trauma in questo momento del gioco. E’ dunque evidente come la formazione SmartRugby debba obbligatoriamente passare dagli allenatori ai singoli giocatori, così che ogni soggetto in campo sia correttamente preparato anche all’evenienza più grave.

PLACCAGGIO: vista la preponderante percentuale di infortuni gravi nelle fasi di placcaggio rispetto alle fasi di mischia, è stata dedicata particolare attenzione alla preparazione dei tecnici e degli atleti riguardo alla corretta posizione della testa, alle migliori tecniche per un placcaggio sicuro ed ad un allenamento che preveda specifici esercizi di equilibrio e di stabilità nelle fasi di contatto.

Per concludere questa breve panoramica sull’approccio alla sicurezza nel rugby in Australia, ricordiamo che anche la Federazione Australiana pone un particolare carico sui propri tecnici e sulla accurata gestione degli incontri, chiedendo totale inflessibilità con ogni comportamento che possa potenzialmente causare rischi di infortunio: dal placcaggio alto a quello senza palla, dallo stamping alla scazzottata in campo.

E’ possibile approfondire ancora un po’ la conoscenza sull’approccio australiano alla sicurezza connettendosi all’indirizzo www.tryrugby.com.au/policies.

credit image by Getty Images

Link utili:
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