Grecia: a fuoco la casa del presidente degli arbitri, campionati sospesi

Le forze dell’ordine definiscono sospetto l’incendio divampato nella casa del presidente deli arbitri, Giorgios Bikas, campionato di nuovo sospeso dopo due anni

Grecia – Dopo meno di due anni, sospeso nuovamente il campionato di calcio: lo ha deciso la federcalcio locale in seguito ad un incendio che ha bruciato la casa del presidente degli arbitri. Secondo le forze dell’ordine greche, si tratta di un incendio sospetto, ragion per cui fino a quando non sarà fatta chiarezza, le partite di calcio saranno sospese. A febbraio del 2015, il campionato greco fu fermato in seguito a diversi episodi di violenza, quelli più efferati durante il derby tra Panathinaikos e Olympiacos.

Anche il calcio in Grecia paga le tensioni per una crisi che sembra ormai interminabile. Già nel 2015 il governo Tsipras prima fermò, poi diede l’ok alla ripresa dei campionati, ma a porte chiuse, in seguito a diversi episodi di violenza. Questa volta, a costringere la Federcalcio a dire basta, un gesto intimidatorio nei confronti della Commissione arbitrale, Giorgios Bikas. Sul rogo stanno indagando le forze dell’ordine locali e fino a quando le indagini non faranno chiarezza, le partite di calcio non si disputeranno.

Già la scorsa settimana, lo stesso Bikas aveva fatto sapere che arbitro “di alto livello” era stato minacciato fuori dalla sua abitazione da sconosciuti. Insomma, la situazione è assai delicata ormai da troppo tempo in Grecia: la Federcalcio è stata commissariata dalla Fifa per via degli episodi di violenza e corruzione degli ultimi tempi. Inoltre, a settembre, il Governo era stato costretto al posticipo dell’inizio del campionato, a causa di contrasti tra Federazione, Lega e club per questioni di sicurezza.

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