Lo stabilimento Whirlpool di Napoli chiude: 420 lavoratori fuori senza preavviso | Landini: “Gravissimo, MISE faccia rispettare accordi”

Whirlpool di Napoli chiude, senza nessun preavviso. Ad annunciarlo i sindacati dopo un incontro a Roma con l’azienda. 420 lavoratori a rischio

Lo stabilimento Whirlpool di Napoli chiude. Ad annunciarlo sono i sindacati dopo un incontro a Roma tra l’azienda e le sigle Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm. 420 persone rischiano di trovarsi senza più lavoro da un giorno all’altro.

Oggi all’ordine del giorno dell’incontro c’era la presentazione del profit plan. E invece è arrivato l’annuncio di chiusura “senza nessun preavviso” spiegano i sindacati che contestualmente hanno indetto uno sciopero di 8 ore riguardante tutti i turni e tutti gli stabilimenti del gruppo Whirlpool in Italia.

“Whirlpool annuncia la chiusura dello stabilimento di Napoli: immediato lo sciopero in tutto il gruppo e su tutti i turni. La multinazionale rispetti il piano industriale firmato al Ministero. Noi non ci stiamo ai licenziamenti per delocalizzazione, dal momento che, tra l’altro, l’azienda usufruisce di tutto il sostegno possibile attraverso gli ammortizzatori sociali per la riorganizzazione dopo l’acquisizione di Indesit. Ora basta” dice Francesca Re David, segretario generale della Fiom-Cgil.

Whirlpool in un comunicato ha fatto sapere che l’Italia resta centrale per le politiche aziendali nella regione EMEA ma che procederà alla riconversione dello stabilimento di Napoli e alla cessione del relativo ramo d’azienda a una società terza “in grado di garantire la continuità industriale allo stabilimento e massimi livelli occupazionali, al fine di creare le condizioni per un futuro sostenibile del sito napoletano. Nei prossimi giorni, Whirlpool lavorerà con le organizzazioni sindacali, le istituzioni locali e nazionali per definire tutti i dettagli e le tempistiche della riconversione, che saranno resi noti non appena possibile”.

Per il segretario generale della Cgil Maurizio Landini la chiusura della fabbrica Whirlpoool di Napoli è una “cosa gravissima, anche perché meno di un anno fa è stato fatto un accordo al Mise che prevedeva invece investimenti ed il mantenimento di tutte le attività produttive. Non è accettabile. Serve una risposta immediata”. Secondo Landini: “Napoli e il Mezzogiorno hanno pagato già abbastanza e quindi credo sia necessario che anche il governo intervenga per far cambiare idea alla multinazionale e far rispettare gli accordi”.

La chiusura di Whirlpool a Napoli è una nuova grana sul tavolo del ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio, dopo il fallimento di Mercatone Uno annunciato lo scorso fine settimana.

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