Bersani&Monti, attenti al “lupo”! In tv, il Cav se li mangia

Per carità di patria, non torniamo sul duello-farsa televisivo fra Berlusconi-Santoro-Travaglio, che ha avuto il … “merito” di rilanciare le velleità elettorali del Cav. Fatto sta, che di fronte a un Monti arzigogolante sui massimi sistemi e a un Bersani incartato su aforismi da agro-turismo emiliano, l’annunciato meeting televisivo del prossimo 8 febbraio su Sky

Per carità di patria, non torniamo sul duello-farsa televisivo fra Berlusconi-Santoro-Travaglio, che ha avuto il … “merito” di rilanciare le velleità elettorali del Cav. Fatto sta, che di fronte a un Monti arzigogolante sui massimi sistemi e a un Bersani incartato su aforismi da agro-turismo emiliano, l’annunciato meeting televisivo del prossimo 8 febbraio su Sky fra i tre big (il leader del Pdl, quello del Pd e il Prof) potrebbe davvero rappresentare per Berlusconi una vera e propria manna dal cielo.

Da una parte c’è il trionfo dell’aria fritta mediatica e dall’altra il pesante fetore delle liste presentate dai partiti, con una massa di trombati, riciclati, voltagabbana da far paura, a cominciare dai nomi inseriti nel partito del loden del Prof.

Nel merito, la campagna elettorale sembra aver fatto dell’IMU – la tassa/balzello sulle case – il proprio core business per acchiappare i voti degli italiani. Evidentemente i partiti, nei loro contorcimenti populisti e demagogici, si affannano a cercare i rimedi dopo aver provocato il male e i relativi danni. A nessuno del Palazzo viene in mente di presentare seriamente e coerentemente con la situazione economica di crisi nazionale e internazionale una proposta per rendere finalmente meno ingiusto e vessatorio il sistema fiscale italiano, fra i peggiori e più iniqui del mondo occidentale.

Non si deve trovare solo la quadra di carattere contabile, perché il nodo non è solo economico-finanziario: attiene al ben più complesso rapporto stato-cittadini-contribuenti-consumatori, a una nuova visione di società imperniata su un nuovo modello di sviluppo. Insomma, roba per palati fini e per teste all’altezza di un compito davvero arduo: serve davvero una classe dirigente a tutto tondo, politici e “politica” nel più alto senso del termine: né solo insigni teorici professori bacchettatori, né conservatori e grigi funzionari di partiti novecenteschi, né tanto meno narcisistici e consumati venditori di fumo.

A circa quaranta giorni dal voto, la campagna elettorale vive di show da avanspettacolo, battute e battutine, sgambetti: un festival di promesse che, dopo il 25 febbraio, saranno disattese. Passata la festa, gabbato lo santo. Come sempre.