Delitto di Novi Ligure: da oggi Omar Mauro Favaro è un uomo libero

Lo so, ho combinato una cosa mostruosa. Ma so anche che ho pagato e che adesso voglio uscire per riscattarmi. Ora mi sento una persona nuova, migliore.A parlare, nel luglio del 2008, Omar Mauro Favaro, classe 1983, e la “cosa mostruosa” a cui faceva riferimento era il massacro di Novi Ligure, avvenuto il 21 febbraio


Lo so, ho combinato una cosa mostruosa. Ma so anche che ho pagato e che adesso voglio uscire per riscattarmi. Ora mi sento una persona nuova, migliore.

A parlare, nel luglio del 2008, Omar Mauro Favaro, classe 1983, e la “cosa mostruosa” a cui faceva riferimento era il massacro di Novi Ligure, avvenuto il 21 febbraio del 2001 per mano dello stesso Favaro e della sua fidanzata Erika De Nardo.

Lei era la mente di tutto, lui l’aveva aiutata: insieme massacrarono a colpi di coltello la madre di lei, Susi Cassini e il fratellino di 11 anni, Gianluca.

La condanna arrivò nel dicembre dello stesso anno: 16 anni di carcere ad Erika e 14 a Favaro.

Da oggi, dopo 9 anni di condanna, di cui alcuni passati in regime di semilibertà, Omar Mauro Favaro è un uomo libero, mentre Erika dovrà attendere ancora un pò.

In realtà la pena per Omar avrebbe dovuto concludersi il prossimo 17 aprile, ma il magistrato di sorveglianza ha deciso di concedergli 45 giorni di libertà anticipata relativa all’ultimo semestre di pena espiata.

Omar ha già detto di aver dimenticato la terribile di vicenda di cui è stato protagonista e non portare rancore a quella che dieci anni fa era la sua fidanzata.

Durante la sua permamenza in carcere, nell’istituto minorile Ferrante Asporti di Torino, Omar ha seguito corsi di meccanica e cucina e, dopo esser stato trasferito nel carcere di Quarto, in provincia di Asti, ha studiato da ragioniere e preso un diploma in informatica.

In questi ultimi mesi ha lavorato come giardiniere ad Asti – dalle 8 alle 19 per seicento euro al mese – e, stando agli agenti incaricati di seguirlo, si sarebbe comportato da detenuto modello.

Via | Il Secolo XIX