Novak Djokovic e il “santone” Pepe Imaz per tornare a vincere

I due sono apparsi insieme in un video su YouTube.

“Aiutare i giocatori a sviluppare le loro abilità tennistiche aiutandoli a raggiungere il loro livello professionale più alto, ma dando assoluta priorità al benessere della persona, ai sentimenti e alle emozioni”. Questo è lo scopo della scuola di tennis di Pepe Imaz, ex tennista che nel circuito internazionale non ha avuto molta fortuna, ma ora sembra averne di più da allenatore grazie alla sua scuola a Marbella che pone al centro della preparazione l’aspetto mentale ed emozionale più che quello della forza atletica o degli schemi tattici.

E a Imaz le cose ora vanno talmente bene da aver attratto l’attenzione del numero uno al mondo, Novak Djokovic, che negli ultimi mesi ha dovuto subire molte delusioni, prima tra tutte l’uscita prematura dalle Olimpiadi di Rio 2016 per mano di uno straordinario Juan Martin Del Potro che è poi riuscito ad arrivare in finale. Cocente anche la sconfitta in finale agli US Open contro Stan Wawrinka, seguita poi dal ko in semifinale a Shangai contro Bautista. Insomma, uno come Nole, abituato a vincere di continuo, va un po’ in crisi se non alza un trofeo per qualche mese. L’ultimo è stato la Rogers Cup a Toronto a luglio, troppi mesi fa per il numero uno al mondo.

Ecco allora che Djokovic ha deciso di rivolgersi a un allenatore completamente diverso da tutti gli altri, José Imaz detto Pepe, che ha già aiutato suo fratello minore Marko. Due mesi fa è stato pubblicato un video, che vedete in apertura di questo post, in cui Nole e Imaz sono insieme davanti a un pubblico in meditazione e quel video ora campeggia a tutta pagina sul sito web della scuola di tennis di Imaz. In quel video ci sono anche Marko Djokovic e Daniela Hantuchova.

A Parigi, dove Nole in questi giorni è impegnato nel Master 1000 e spera fortemente di tornare ad alzare un trofeo prestigioso, con lui c’è proprio Imaz al posto degli allenatori Marian Vajda e Boris Becker.

Il sodalizio tra i due, dunque, sembra ormai assolutamente ufficiale, resta solo da vedere che frutti darà e Paris-Bercy è certamente un bel banco di prova.