Beppe Grillo: “Per Ingroia le porte del Movimento 5 Stelle erano aperte”

E continua: “Su alcuna battaglie ci potremmo alleare”

di andreas

Beppe Grillo deve aver notato che il calo del Movimento 5 Stelle nei sondaggi è in buona parte legato alla Rivoluzione Civile di Ingroia, che soprattutto in alcune regioni sta raggiungendo risultato importanti. E se riempire di complimenti quelli di Casa Pound non sembra il modo migliore per recuperare consensi, più sensate sono le sue aperture verso l’ex pm. Che, rivela Grillo, se non si fosse fatto il suo partito avrebbe avuto le porte del Movimento 5 Stelle spalancate per candidarlo premier.

Il suo movimento ce l’aveva già. Doveva essere il nostro candidato, se mi avesse chiesto di aprirgli la porta, l’avrei fatto. Ora mi preoccupa la gente che si sta riparando dietro di lui. Ma se ci sono delle battaglie da fare, come per esempio quella sull’inceneritore ci potremo anche alleare”

In queste parole ci sono due rivelazioni: una è che Ingroia poteva essere dei loro e che nel futuro potrebbero allearsi in Parlamento per alcune battaglie che condividono, l’altra è che Grillo è “preoccupato” per la gente che sta riparando dietro di lui. A chi si riferisce? Beh, molto probabilmente alla vecchia sinistra comunista, che data per morta ormai da alcuni anni, sta trovando il modo di resuscitare nel contenitore ipergiustizialista degli arancioni. D’altra parte sono ormai mesi che questa galassia di sinistra radicale e movimenti guidati da persone che nella sinistra hanno trovato casa (Di Pietro, De Magistris) conduce battaglie comuni.

E Ingroia – che si è dichiarato un ‘partigiano della Costituzione’ e non ha mai nascosto le sue simpatie comuniste – non poteva lasciare Rifondazione & co. allo sbando, e imbarcandoli si è comunque garantito l’appoggio di partiti piccoli ma ancora strutturati. Le parole di Grillo arrivano questa mattina mentre il leader del M5S staziona davanti al Viminale assieme ad altri rappresentanti di partito in attesa di consegnare le liste.

“I miei sono qui in piazza da giorni, transennati. Qui non c’è più uno stato. C’è solo polizia. Noi in piazza transennati, loro dentro a inventarsi di tutto per impedirci di presentare le nostre liste, cambiare regole e procedure in ogni momento. La carta che non va bene, le firme che sono storte, addirittura i consoli che all’estero fanno di tutto per impedire di sottoscrivetre le candidature. Si inventano ogni difficoltà. Ma io sono pronto: sono qui con avvocati, notai, comitati. Tutto quello che ci potranno chiedere me lo sono portato..”

E poi un bel riassunto delle battaglie e degli obiettivi del suo movimento, per arringare la folla e dare il via a quella che potrebbe diventare un’operazione per recuperare i consensi perduti.

“Siamo 100 in parlamento, 6 milioni fuori. Abbiamo la forza di cambiare. Quando un ladro lo metti sotto i riflettori non ruba più, noi siamo completamente diversi dagli altri. Io voglio una nazione con uno Stato fatto dai cittadini. Una madre di tre figli gestirebbe l’economia meglio di questi cialtroni qua. Il sistema sta collassando, è tutto marcio. Se va avanti così ci sarà una rivoluzione violenta. Quando guardo i politici di oggi, mi chiedo: ma presidente di cosa, ministro di cosa? Hanno l’1,5% e credono di rappresentare qualcuno. Noi il Parlamento lo apriamo come una scatola di tonno, sarà trasparente. Non siamo violenti ma saremo come una sardina, saremo ovunque. Il sistema è completamente marcio, noi siamo migliori. Perché il sistema è bypassato dalla rete. Stop “agli appalti e agli inciucetti, saremo in tutte le commissioni, diremo agli italiani cosa stanno facendo”