Conclave 2013: oggi pomeriggio al via

È iniziato il conto alla rovescia per il conclave che porterà – sembra in tempi brevissimi nonostante l’innalzamento della soglia di maggioranza necessaria – all’elezione del successore di Benedetto XVI, che sarà anche il 266° Papa della Chiesa di Roma. I lavori nella Sistina sono pressoché ultimati, con il posizionamento del comignolo sul tetto della Cappella. Sabato scorso un ristretto gruppo di giornalisti ha potuto visitarla e verificare il funzionamento del moderno camino che andrà ad affiancarsi a quello ormai tradizionale, impiegato fin dal conclave del 1939.

Intorno alle 16.30 di oggi, dopo la processione con i cantori dalla Cappella Paolina alla Sistina e l’extra omnes, dunque, inizierà la fase più delicata di quello che è forse il cerimoniale più segreto del mondo, in stridente contrasto con la società globalizzata di internet e dei social network che vede giornalisti da ogni angolo del globo accampati in fondo a via della Conciliazione, ma anche ad affollare la Sala stampa vaticana e il Media Center allestito per l’occasione. Anche i cardinali – 6 tweettano abitualmente – una volta al cospetto del giudizio universale di Michelangelo, saranno soli con se stessi, senza telefonini, i-Pad e quant’altro, nel silenzio e nella concentrazione che consentirà loro di sentir soffiare lo Spirito.

Al termine degli scrutini della mattina, come al termine di quelli del pomeriggio, in caso l’elezione non sia avvenuta (alle ore 12 e alle ore 19), le schede, come tutto il materiale inerente alla votazione, verrà bruciato nella stufa, collegata al comignolo esterno sul quale gli occhi di piazza San Pietro come di tutto il mondo saranno puntati. Qualora, invece, il nuovo Papa sia eletto nel corso del primo scrutinio della mattinata o del pomeriggio, la fumata bianca si leverà intorno alle 10.30-11 o alle 17.

Se, infine, malauguratamente, non si troverà l’accordo dopo 33 votazioni, cioè all’11° giorno, si potrà andare al ballottaggio tra i due porporati che avranno ricevuto il maggior numero dei voti, i quali, ovviamente, saranno esclusi dalla votazione. Anche in questo caso, però, in base al Motu proprio emesso da Benedetto XVI poco prima di andarsene, resterebbe in vigore la regola della maggioranza a due terzi, cioè – nel caso specifico – a 77 voti. Questa eventualità, tuttavia, se si crede alla statistica dei conclavi brevi dell’ultimo secolo, non dovrebbe presentarsi e tutto dovrebbe svolgersi in massimo 3-4 giorni, ipotesi anche avvalorata dal fatto che non c’è stata morte improvvisa di un Pontefice, ma una rinuncia al ministero petrino con relativo allungamento e ragionamento sul futuro già prima dell’apertura della Sede Vacante.

A coadiuvare il camerlengo nei lavori dei primi tre giorni sono stati estratti ieri tre cardinali, ognuno appartenente rispettivamente dell’Ordine dei presbiteri, dei diaconi e dei vescovi: l’appartenenza dei porporati a ognuno di essi dipende dalla chiesa di Roma o delle diocesi suburbane che vengono loro affidate – come vuole la tradizione – al momento della creazione e della consegna della berretta porpora. Se il conclave si prolungherà, quindi, si dovrà procedere con un nuovo sorteggio. A occuparsi del confort dei 115 elettori, inoltre, una squadra di circa 90 persone tra cuochi, camerieri, funzionari, personale medico e perfino gli autisti del bus con cui i prelati si sposteranno tra Santa Marta e la Sistina, e che ieri pomeriggio hanno prestato giuramento di riservatezza.

E ora veniamo ai pronostici che tanto interessano in questo momento: in media i cardinali elettori hanno 71 anni, quindi è probabile che anche il nuovo Papa sarà più o meno di quest’età, ma ci sarà in conclave anche un ottantenne che li ha compiuti a Sede Vacante già aperta; anzi, ce ne potrebbero essere altri 2, qualora i lavori si prolungassero oltre le previsioni. Il più giovane, invece, è il porporato indiano Thottunkal, che ne ha appena 53.

Spesso abbiamo parlato della provenienza nazionale dei cardinali e dei relativi gruppi d’influenza, ma c’è da tenere in conto anche la rappresentatività di ordini e congregazioni: a entrare in conclave, infatti, saranno in 19 e il gruppo più numeroso è quello dei salesiani con ben 4 porporati, seguito da 3 francescani, 2 domenicani e un solo gesuita, anche se sono addirittura 57 i cardinali che si sono formati presso la Compagnia di Gesù, alcuni dei quali sono ancora docenti alla Gregoriana. Uno solo, il cardinale peruviano Juan Cipriani Thorne, è membro della Prelatura Personale dell’Opus Dei, mentre l’unico rappresentante delle Chiese orientali, Sua Beatitudine Bechara Raï, non appartiene ad alcun ordine cardinalizio.

Insomma: in 115 sono arrivati a Roma in questi giorni; molti meno, a conclave concluso, saranno coloro che lasceranno la Città Eterna per fare ritorno a casa. Oltre al nuovo Papa, infatti, saranno fatte diverse nomine curiali, a partire da quella del Segretario di Stato, ma ancora una volta ribadiamo che a essere importante non sarà tanto l’identità anagrafica di una persona – che poi scomparirà dietro al nome che assumerà da Romano Pontefice – ma la sua capacità di riformare la chiesa dall’interno e di offrirla rinnovata al mondo. Giovane o vecchio, italiano, straniero, extraeuropeo, bianco, giallo o nero, vogliamo un pastore ancora prima che un teologo, un Papa che sorrida e che riporti al centro il messaggio di Cristo che, non per caso, è un messaggio di salvezza e felicità.

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