Mafia, Catania: di nuovo in carcere Giacomo Maurizio Ieni, considerato boss cosca Pillera

Torna in carcere Giacomo Maurizio Ieni, 53 anni, ritenuto il boss del clan Pillera di Catania. L’anno scorso l’uomo era stato scarcerato per “gravi motivi di salute” nonostante fosse sottoposto al 41 bis. Ieni era “depresso”: Nell’ ultima udienza era scoppiato letteralmente in lacrime. Giacomo Maurizio Ieni, 52 anni, indicato come il capo della cosca


Torna in carcere Giacomo Maurizio Ieni, 53 anni, ritenuto il boss del clan Pillera di Catania. L’anno scorso l’uomo era stato scarcerato per “gravi motivi di salute” nonostante fosse sottoposto al 41 bis. Ieni era “depresso”:

Nell’ ultima udienza era scoppiato letteralmente in lacrime. Giacomo Maurizio Ieni, 52 anni, indicato come il capo della cosca mafiosa catanese dei Pillera, detenuto in regime di 41 bis, tra un singhiozzo e l’ altro, aveva lanciato il suo personalissimo sos. Collegato in teleconferenza, rivolgendosi alla Corte che lo seguiva dai monitor, aveva detto: “Vi prego di comprendermi, sono fortemente depresso, proprio non ce la faccio più a stare in carcere”. Il suo appello non è caduto nel vuoto.

La Procura di Catania aveva “fortemente contestato” la decisione. Dall’archivio di Repubblica:

Già in sede di udienza la Procura aveva espresso parere negativo alla concessione dei domiciliari sia “per la pericolosità sociale del soggetto al quale sarà così permesso di tornare a Catania” sia perché “nelle perizie redatte non ce n’ è alcuna che stabilisce che il suo stato di salute sia incompatibile con la detenzione in un centro medico”.

Si legge su Antimafia 2000:

La Procura etnea aveva presentato ricorso al Tribunale della liberta’ contro la decisione del presidente della terza sezione penale del Tribunale che aveva disposto gli arresti domiciliari del boss osservando che l’ambiente familiare e’ insostituibile per potere guarire. Il ‘riesame’ annullo’ la decisione disponendo il trasferimento di Ieni in un Ctd. Quest’ultima decisione e’ stata impugnata dai suoi difensori in Cassazione, ma la Suprema corte l’ha respinta facendo diventare esecutiva la decisione del Tribunale del riesame.

Ora Ieni si trova nel carcere di Bicocca a Catania in attesa che il Dap decida in quale penitenziario trasferirlo. L’uomo, detenuto dal maggio 2006 in esecuzione di un ordine di custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa, è indicato come il capo del clan Pillera, che negli anni ’80 e ’90 fu tra i protagonisti della guerra di mafia tra cosche catanesi:

L’ elenco inizia con Amantea e finisce con Zuccaro. In mezzo, in oltre tre metri di modulo continuo sfornato dall’ elaboratore elettronico, ci sono i nomi di 1500 tra boss e picciotti e accanto ad ognuno lo schieramento di appartenenza: pilleriano, santapaoliano, cursoto, savastiano. In questa istantanea delle cosche catanesi, frutto di un paziente lavoro di analisi e ricostruzione, sciorinata sul tavolo del procuratore capo della Repubblica c’ è un posto anche per Viola Francesco, classe 1959, soprannome Barry White, classificato come appartenente al clan di Pillera. Viola da sabato notte è in ospedale, guardato a vista da polizia e carabinieri.

All’epoca il capo indiscusso dei “Cursoti” era considerato Salvatore Pillera. Anche per lui nel ’96 arrivò un scarcerazione shock. Il boss venne poi arrestato nuovamente nel ’98.

Mentre in città infuria la guerra di mafia, torna a Catania, da libero cittadino, uno dei capi dei clan protagonisti della faida, Salvatore Pillera. La sconcertante notizia si è diffusa in città soltanto ieri, ma il presunto boss della cosca dei “cursoti” è uscito dal carcere dell’ Asinara giovedì scorso. Pillera, 42 anni, ha scontato nove anni di carcere per associazione mafiosa, ed è stato liberato con alcuni mesi di anticipo per “buona condotta”.

Di Salvatore Pillera, che non ha pendenze penali a parte un processo per estorsione da rifare su ordine della Cassazione, hanno parlato diversi pentiti: sarebbe stato affiliato alla mafia assieme al boss Nitto Santapaola dal capo storico Giuseppe Calderone. Poi Pillera fondò un suo gruppo autonomo che per anni combatté una guerra feroce con il clan dei Laudani, in segreto appoggiato proprio da Santapaola. La contrapposizione col capo della mafia catanese si sarebbe ricomposta lo scorso anno, tanto che Santapaola e Pillera si scambiarono saluti nell’ aula bunker a Catania. (Archivio La Repubblica).

Foto | Flickr

Ultime notizie su Mafia

Tutto su Mafia →