Il giallo e il nero – primo caso: l’omicidio della cantante Graziella Franchini

L’omicidio della cantante Graziella Franchini, in arte Lolita, uccisa a Lamezia Terme nel 1986. Il delitto è ancora insoluto, e sabato 2 marzo se ne è occupata la trasmissione di Rai3 Il giallo e il nero

È partito sabato scorso 2 marzo il nuovo programma crime di Rai3, Il giallo e il nero, condotto da Cesare Bocci. Il conduttore-narratore, affiancato dal Vice Questore aggiunto della Polizia di Stato Annamaria Di Giulio, responsabile dell’Unità Analisi Crimini Violenti, ogni settimana racconta un caso di cronaca nera del passato, dal punto di vista umano e sociale, ma anche dal punto di vista delle indagini, partendo dall’analisi della scena del crimine. Non ci si limita, però, a raccontare quali furono le indagini e le risultanze processuali, ma si fa un passo avanti, analizzando il delitto alla luce degli strumenti che la polizia scientifica oggi ha a disposizione e che, ove possibile, potrebbero dare una svolta a casi rimasti irrisolti, i cosiddetti cold case.

Il tutto avviene in uno studio all’avanguardia, in cui viene anche riprodotta la scena del crimine. Al racconto di Cesare Bocci, perfetto e misurato nella sua nuova veste di conduttore, si alternano immagini e video di repertorio, testimonianze dirette di amici e conoscenti della vittima, giornalisti, avvocati e magistrati che hanno seguito di persona le indagini, spiegazioni scientifico-poliziesche ad opera della dottoressa Di Giulio.

È quello che è accaduto sabato scorso, nella prima puntata de Il giallo e il nero, dove si sono ripercorse le vicende, le indagini e i processi di un caso di cronaca degli anni ’80 che fece scalpore, e che soprattutto è rimasto impunito da allora: quello dell’efferato omicidio di Graziella Franchini, uccisa a Lamezia Terme il 27 aprile 1986, a soli 35 anni. Graziella era una cantante, famosa negli anni ’70, tanto da arrivare quasi a calcare il palcoscenico sanremese. Quell’insuccesso segnerà però anche la svolta tragica della vita di questa ragazza, conosciuta col suo nome d’arte, Lolita. Dopo allora, infatti, la Franchini si trasferì in Calabria, per continuare la sua carriera canora fatta di concerti alle feste paesane.

Lolita prende in affitto una casa nel villaggio vacanze La Marinella, a due passi da Lamezia Terme. La sua vita procede tra concerti in giro per la Calabria, poche amicizie, qualche amore sbagliato. In occasione di una di queste relazioni, la donna rimane incinta ma decide di interrompere la gravidanza. È così che conosce un ginecologo di Lamezia. Ben presto il loro rapporto si trasforma da professionale in amicale, e poi amoroso. Potrebbe essere tutto perfetto, se non fosse per il fatto che l’uomo è già impegnato, fidanzato da quasi 6 anni con una studentessa di medicina, con la quale è prossimo al matrimonio.

Quando il corpo di Lolita viene rinvenuto privo di vita nel bagno della sua casa, ai piedi della vasca da bagno, ricoperto di ferite d’arma da taglio, le indagini si indirizzano quasi subito nei confronti della fidanzata del medico e di sua madre. La scena del crimine lascia infatti pensare che a colpire la vittima siano state due persone, una con un’arma da taglio e l’altra con il collo di un bottiglione di vetro.

Le prime testimonianze, soprattutto dell’uomo conteso, parlano infatti di una situazione di tensione e minacce tra le tre donne. Già nelle settimane precedenti la fidanzata del ginecologo e la madre si sarebbero rese protagoniste di minacce e aggressioni nei confronti della cantante, accusata di portare via il fidanzato a un’altra, anche perché ormai a Lamezia tutti sanno del tradimento.

Si è quindi passati ad analizzare le prove che avrebbero potuto incriminare le due donne. Dei mozziconi di sigarette, mai analizzati perché allora non esisteva ancora l’esame del DNA, dei capelli rinvenuti nelle mani della vittima, anche questi mai analizzati, delle tracce di sangue appartenenti a più persone, che furono analizzate coi mezzi disponibili nel 1986, risultando compatibili col gruppo sanguigno dell’accusata e della Franchini, ma non con quello della madre della prima.

Le analisi degli schizzi di sangue sulle pareti del bagno consentono alla dottoressa Di Giulio di ricostruire in studio l’esatta dinamica della violenta aggressione subita da Lolita. Numerose le ferite inferte alla donna, al volto, al collo, sulle braccia, ma quella letale è un’ampia ferita al basso ventre.

A questo punto viene mandata in onda un’intervista al giudice istruttore che per primo si occupò del caso, prima di essere trasferito a Catanzaro pochi mesi dopo. Secondo il magistrato le due donne erano sicuramente le responsabili del delitto. Della stessa opinione il legale di parte civile e i giornalisti delle principali testate che si occuparono del caso in quegli anni. C’è ad esempio il movente, quello della gelosia cieca, che soli venti giorni prima avrebbe portato le due donne accusate ad aggredire nella stessa casa, scena del crimine, la cantante.

A quattro giorni dal delitto madre e figlia vengono arrestate con l’accusa di omicidio volontario. Nei loro confronti non esistono però delle vere e proprie prove, ma solo indizi. Le due donne sembrano però avere un alibi, e non esistono testimoni che le abbiano viste nei pressi del complesso residenziale La Marinella nel giorno dell’omicidio. Si decide comunque di andare al processo, e la sentenza della Corte d’Assise di Catanzaro è di assoluzione, per quella che allora era ancora ‘insufficienza di prove’, prima della modifica del codice di procedura penale del 1989. La Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro le assolve con formula piena e la Corte di Cassazione conferma l’assoluzione con formula piena. Le due donne accusate in un primo momento del delitto per la legge sono quindi innocenti e il delitto della Franchini resta impunito.

Se, a distanza di più di 25 anni, le prove rinvenute sul luogo del crimine fossero ancora disponibili, si potrebbe forse fare luce su un delitto così efferato, grazie alle nuove metodiche di polizia scientifica disponibili, e Lolita potrebbe così avere giustizia.

L’appuntamento è alla settimana prossima, con un altro cold case, sempre affrontato a Il giallo e il nero su Rai3, il sabato alle 23.45 circa.

Ultime notizie su Cold Case

Tutto su Cold Case →