Dietrofront di Alemanno: il muretto dell’Ara Pacis non sarà abbattuto

Il muretto dell’Ara Pacis, nemico numero uno del sindaco Alemanno da dopo la scorsa campagna elettorale e definito “uno sfregio alla città”, non sarà più abbattutto come promesso più volte dal primo cittadino. E i fondi necessari alla sua inutile distruzione saranno usati per ristrutturare tre scuole di periferia. Il sindaco deve essere stato investito,

Il muretto dell’Ara Pacis, nemico numero uno del sindaco Alemanno da dopo la scorsa campagna elettorale e definito “uno sfregio alla città”, non sarà più abbattutto come promesso più volte dal primo cittadino. E i fondi necessari alla sua inutile distruzione saranno usati per ristrutturare tre scuole di periferia.

Il sindaco deve essere stato investito, finalmente, da un po’ di buon senso. Per carità, è vero che il famoso muretto della discordia taglia parzialmente la visuale delle chiese di San Girolamo e di San Rocco per chi viene da Prati. Ma la sua funzione era indiscutibilmente oggettiva: creare un ambiente separato e riparato dal caotico traffico che scorre solo a pochi centimetri dall’edificio che potesse proteggere fisicamente ed acusticamente i tanti cittadini e turisti di passaggio o in sosta davanti all’entrata. Un suo abbattimento avrebbe avuto senso solo con la realizzazione del noto sottopassaggio per le auto. Il tunnel, progetto veltroniano che sembrava essere stato raccolto dall’attuale sindaco, avrebbe consentito la pedonalizzazione di superficie del tratto di lungotevere davanti all’Ara Pacis. Un progetto troppo bello, e per questo stoppato da Alemanno su suggerimento dei soliti noti di Italia Nostra…

Si conclude così la lunga vicenda della lotta tra Alemanno è l’Ara Pacis, che il sindaco voleva addirittura smontare e rimontare in periferia perché Veltroni e Rutelli, con l’architetto americano Meier, avevano osato realizzare il nuovo edificio eliminando la vecchia e fatiscente teca di epoca fascista.

A beneficiare del cambio di destinazione dei fondi saranno l’asilo nido Sagittario, l’elementare Verdi di Casalotti e la scuola Salvo D’Acquisto di via Selinunte.

Foto: Flickr