UK: bambina di 7 anni picchiata e fatta morire di fame, la madre e il patrigno sotto processo

Gli assistenti sociali inglesi hanno di nuovo i riflettori puntati contro dopo l’ennesimo caso di morte infantile che si sarebbe potuto evitare. Nove assistenti sociali, agenti di polizia ed insegnanti, nonostante le continue visite nell’abitazione della piccola Khyra Ishaq, di 7 anni, non sono riusciti ad evitare il decesso della bambina, fatta morire di fame


Gli assistenti sociali inglesi hanno di nuovo i riflettori puntati contro dopo l’ennesimo caso di morte infantile che si sarebbe potuto evitare.

Nove assistenti sociali, agenti di polizia ed insegnanti, nonostante le continue visite nell’abitazione della piccola Khyra Ishaq, di 7 anni, non sono riusciti ad evitare il decesso della bambina, fatta morire di fame dalla madre e dal compagno di lei.

Non siamo di fronte ad un caso di estrema povertà: il frigorifero della famiglia era sempre pieno, ma i due erano troppo crudeli per occuparsi della piccola e lei non era in grado di provvedere da sola.

La vicenda risale al maggio del 2008, ma il processo si sta svolgendo in questi giorni a Birmingham: Angela Gordon, 35 anni, e il suo compagno Junaid Abuhamza, 30 anni, sono stati condannati per omicidio colposo e per crudeltà nei confronti di altri cinque bambini che vivevano in casa con loro.

I due, non solo hanno lasciato morire di fame la piccola Khyra, ma l’hanno anche presa a bastonate in più occasioni, facendo però attenzione a non lasciare segni tanto evidenti da permettere agli insegnanti della bambina di rendersi conto di quanto stava accadendo.

La bambina, infatti, era libera di andare a scuola ed uscire e nessuno, tra tutte le persone che avevano a che fare con lei, si è accorto degli abusi.

Neanche quando i segni della fame erano ormai evidenti, insegnanti ed autorità hanno fatto qualcosa. La piccola era controllata dagli assistenti sociali, ma questo non è servito ad impedire il peggio.

Ben nove assistenti sociali avevano visitato l’abitazione della bambina nei giorni precedenti alla sua morte e, giusto per capire il tipo di controlli effettuati, nessuno si è mai accorto della presenza di Abuhamza in casa.

E, a quanto pare, è stato proprio quest’ultimo a dare il via all’escalation di violenza: Abuhamza, schizofrenico, credeva che uno spirito malefico si fosse impossessato della bambina e tutte le violenze compiute nei suoi confronti servivano solo, secondo lui, per liberarla da questa presenza.

La sentenza è attesa per la prossima settimana.

Via | Daily Mail

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