Houston: 25 anni di carcere al boss della droga Osiel Cárdenas Guillén, leader del Cartello Del Golfo

Si è concluso ieri, nel Palazzo di giustizia federale di Houston, il processo a Osiel Cárdenas Guillén, uno dei più temuti boss della droga, leader del Cartello del Golfo. Cárdenas Guillén, classe 1967, era stato arrestato nel marzo del 2003 dall’esercito messicano. Trascorse quasi quattro anni in un carcere di massima sicurezza in Messico, ma


Si è concluso ieri, nel Palazzo di giustizia federale di Houston, il processo a Osiel Cárdenas Guillén, uno dei più temuti boss della droga, leader del Cartello del Golfo.

Cárdenas Guillén, classe 1967, era stato arrestato nel marzo del 2003 dall’esercito messicano. Trascorse quasi quattro anni in un carcere di massima sicurezza in Messico, ma questo non gli impedì di continuare a gestire gli affari del Cartello.

Nel 2007 fu estradato negli Stati Uniti, dove lo attendeva un processo per reati di droga, riciclaggio di denaro e per aver minacciato di uccidere un agente dell’FBI e uno della DEA nel corso di una sparatoria.

Ieri è arrivata la condanna: 25 anni di carcere da scontare su territorio statunitense. Così il procuratore federale Jose Angel Moreno ha commentato la sentenza:

Il successo del processo a Càrdenas Guillen sottolinea la determinazione congiunta degli Stati Uniti e del Messico di perseguire la leadership dei Cartelli, di smantellare le loro organizzazioni e porre quindi fine alla violenza e ala corruzione che hanno generato.


Secondo quanto è emerso in Tribunale, Cárdenas Guillén ha contribuito a far aumentare il livello di brutalità del mondo criminale messicano ed è anche uno dei responsabili della fondazione dei Los Zetas, il gruppo paramilitare alleato col cartello del Golfo.

Diverse le critiche nate dalla decisione di svolgere il processo a porte chiuse, come confermato da un redattore del The Houston Chronicle, Jeff Cohen:

Siamo fermamente convinti che il sistema della giustizia americana debba funzionare in pieno giorno e non in segreto. Come minimo il pubblico dovrebber avere diritto ad una spiegazione del perchè tutto si sia svolto in segreto. E, in questo caso, nulla è stato ancora dichiarato.

Via | La Voz De Houston