Affari italiani: doppio tesseramento ottimo, ma dev’essere a doppio binario

La proposta del presidente Gavazzi indica la strada, ma ora serve ancora più coraggio.

Il sasso, anzi il macigno, lo ha lanciato ieri il presidente Alfredo Gavazzi sulle pagine del Gazzettino e ne abbiamo parlato anche qui. Il doppio tesseramento per i giocatori dei club celtici è, infatti, la soluzione per risolvere uno dei peccati originali dell’avventura italiana in Pro 12. Ma non basta.

Il doppio tesseramento, almeno per come Alfredo Gavazzi lo ha descritto ieri, appare un percorso a un’unica via. I giocatori che fanno parte del roster di Treviso e Zebre possono, se non impegnati nella Pro 12, venir schierati nel Campionato d’Eccellenza. Evitando, così, che molti giovani marciscano per mesi in tribuna. Ora, però, serve un gesto più coraggioso.

Il doppio tesseramento, infatti, dev’essere a doppio binario. Rendendo più agile, semplice e spontaneo il passaggio anche dall’Eccellenza alla Celtic League. Risolvere, così, la questione dei permit players, uno dei punti su cui la vecchia dirigenza federale si è scontrata maggiormente con Treviso. E inserendo anche la figura – tipicamente francese – del joker medical.

Di cosa parliamo? Semplice. Mentre Treviso e Zebre avranno sempre a disposizione quei quaranta giocatori di cui è composta la loro rosa, in caso di impegni della nazionale o di emergenze infortuni potranno pescare dai sei club d’Eccellenza cui sono legati i sostituti. Senza limiti, senza passaggi burocratici federali. 

Un doppio binario che dalla Celtic League porta all’Eccellenza, ma anche dall’Eccellenza porta alla Celtic League. Come ha detto Alfredo Gavazzi, la Fir deve fare di tutto per rendere le franchigie vincenti, senza mettere i bastoni tra le ruote. E i permit players sono un bastone che troppo a lungo si è trovato tra gli ingranaggi celtici.

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Link utili:
La proposta celtica di Alfredo Gavazzi 

 

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