La settimana dei Municipi: poco rosa nelle strade di Roma

La toponomastica femminile nelle strade di Roma: la nostra città purtroppo, ancora una volta, si conferma ‘poco sensibile’ al fascino femminile.

È molto interessante la ricerca condotta dall’Anci in occasione della Festa della Donna sulla presenza femminile nella toponomastica italiana, così abbiamo deciso di riprenderla e approfondire quel che ci riguarda, cioè i Municipi di Roma. Qui da noi le strade dedicate alle donne sono appena 336 su oltre 14mila, cioè in media circa il 2.3% del totale.

In questo senso il più virtuoso risulta essere il Municipio IV con il 14% delle presenze; fanalino di coda il Municipio XV con appena l’1.75. Di queste strade, poi, secondo un rapido calcolo, 27 sono dedicate alla Madonna nelle varie locuzioni che iniziano con Santa Maria… (cui andrebbero aggiunte le dicitura Beata Vergine ecc.ecc.), mentre almeno 46 strade sono intitolate a diverse Sante e appena 5 ad altrettante Beate, per le quali si resta in attesa di un miracolo.

La Santa più gettonata in Italia, però, Santa Teresa di Calcutta, a Roma ha “solo” un parco nel quartiere dei fiori che si snoda lungo la Togliatti, nel Municipio VII. A detenere la Palma d’oro tra le donne più citate nelle strade d’Italia, ci sono due regine: la Regina Margherita e la Regina Elena, che a Roma sono due bei viali importanti e vicini, nel territorio del Municipio II. Seguono immediatamente due scrittrici: Grazie Deledda e Ada Negri, che a Roma vengono ricordate nel Municipio IV.

La nobildonna del XIV secolo Eleonora d’Arborea, medaglia di bronzo tra le donne italiane ‘che contano’ a Roma dà il nome a una bella strada residenziale del Municipio III, mentre subito sotto il podio troviamo la pedagogista Maria Montessori che ‘abita’ lungo la Trionfale nel Municipio XIX, e la piccola Anna Frank, ebrea morta ad Auschwitz che merita una bella strada all’interno di Villa Pamphili, nell’area appartenente al Municipio XVI.

In realtà la piccola scrittrice che ha intenerito il mondo, è in buona compagnia: vicino a lei vivono immortali poiché scolpite nella pietra Alda Costa e Natalia Ginzburg, mentre all’interno del maggiore parco di Roma – dove si trova, in un tripudio di quote rosa, anche viale dell’8 Marzo, Festa della Donna – si possono incontrare anche Vittoria Nenni, partigiana anche lei morta d Auschwitz, e la giornalista Oriana Fallaci, cui, ahinoi, spetta appena un vicolo.

In centro storico, Municipio I, Nilde Jotti ha un viale tutto suo nei pressi della Navicella, mentre Anita Garibaldi ha il suo piazzale con la sua statua in cima al Gianicolo, a poca distanza dall’amato. Sempre in centro, ma nei pressi del ghetto, invece, ‘risiede’ Beatrice Cenci, che ha una strada tutta sua oltre al lungotevere di famiglia e che è un caso tutto romano.

Altro caso tutto romano da Guinnes dei Primati è Donna Olimpia, la ‘Papessa’ che in Municipio XVI, oltre ad avere una via bella lunga e una piazza su cui si affacciano le case popolari narrate nei romanzi di Pasolini, vanta anche una stradina con il suo nome di battesimo: Olimpia Maidalchini. Eleonora Duse e Anna Magnani, emblemi del teatro e del cinema romani si possono trovare in Municipio II, come pure la politica Indira Gandhi, mentre nel III troviamo Stamira, la vedova eroica dell’assedio di Ancona del 1174. Nel Municipio IV, invece, nei pressi di Serpentara, c’è Lina Cavalieri, sciantosa, soprano e attrice dei primi del Novecento.

Dobbiamo allontanarci un po’ infine, per Matilde Serao, altra figura di spicco del giornalismo italiano, che sta di casa nel Municipio XII, mentre per ritrovare i versi di un’altra grande greca, la poetessa Saffo, si arriva quasi al mare, precisamente all’Axa, Municipio XIII.

La cosa triste è che negli anni l’attenzione agli odonimi femminili sta lentamente scomparendo: le donne del mondo dello spettacolo, ad esempio, una categoria che dovrebbe saturarsi più lentamente delle altre, sono passate dal 40% delle intitolazioni più lontane fino al 15 di oggi. In pratica: se negli anni ’20 ogni 7 intitolazioni 2 erano donne, oggi il divario tra uomo e donna è paradossalmente cresciuto, 61 contro 11. In chiusura, nell’augurare una fantastica festa a tutte le donne di Roma, ci scusiamo per le personalità, certamente numerose, che abbiamo dimenticato in questo lungo post: per alcune la responsabilità è nostra; per altre, purtroppo, è dell’ufficio Toponomastica del Comune.

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