Berlusconi ha deciso: “Il 25 aprile ci sarò”. E’ una lezione per la sinistra

Avrà tutto i difetti Silvio Berlusconi, ma non è un “tetenna”. Così, a dispetto di tutti i consigli, il premier ha deciso: “Celebrerò il 25 aprile – ha annunciato a sorpresa ai giornalisti all’uscita dalla sede del Pdl di via dell’Umiltà – perché non se ne appropri una sola parte politica”. Dove? “Il luogo lo

Avrà tutto i difetti Silvio Berlusconi, ma non è un “tetenna”.

Così, a dispetto di tutti i consigli, il premier ha deciso: “Celebrerò il 25 aprile – ha annunciato a sorpresa ai giornalisti all’uscita dalla sede del Pdl di via dell’Umiltà – perché non se ne appropri una sola parte politica”. Dove? “Il luogo lo dirò più avanti”.

Chissà se Dario Franceschini si fregherà le mani (per la contentezza) o si morderà le dita (per la fregatura).

Così il dado è tratto e Berlusconi ha reciso il nodo a modo suo, decidendo di scendere in campo nell’ultimo baluardo della sinistra, mettendo il proprio sigillo nel santuario “intoccabile” della ricorrenza della vittoria della Resistenza sul nazifascismo.

Non sembra proprio che il Cavaliere sia stato trattenuto dal timore di poter ricevere le contestazioni ricevute nel 2008 a Milano dal sindaco Letizia Moratti, fischiata al corteo da scalmanati provocatori “rossi” mentre accompagnava suo padre sulla sedia a rotelle, ex partigiano.

Berlusconi ha fatto bene a compiere questo passo. C’è da augurarsi che non si faccia trascinare da chi comunque non perderà l’occasione storica per una ghiotta provocazione.

Spetta agli organizzatori, e soprattutto alla folla di italiani di ogni colore politico, dimostrare il senso civico, rispettando il capo del governo e tutti i rappresentanti delle istituzioni, isolando e rifiutando ogni tipo di provocazione.

La scelta di Berlusconi non va intesa come una sfida. Anche se di per se stessa è una lezione alla sinistra. Una lezione forse salutare per tutti gli italiani.

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