Zingaretti: “Salvini e Di Maio responsabili crisi economia. Bisogna salvare il Paese”

Zingaretti contro Salvini e Di Maio che pensano a farsi i selfie mentre l’economia italiana affonda: “Siamo pronti a fare la nostra parte e chiediamo un incontro al governo”

Il giorno dopo l’allarme di Confindustria sull’Italia ferma al palo, con un Pil visto in crescita di appena lo 0,1% nel 2019, il segretario del Pd Nicola Zingaretti va all’attacco del governo, nella persona, anzi nelle persone, dei due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

A detta del leader dem sono loro “i principali responsabili” della crisi dell’economia italiana ma “noi, per amore dell’Italia, oltre a denunciarlo, siamo pronti a fare la nostra parte e chiediamo un incontro al governo per mettere a disposizione le nostre idee per salvare l’Italia”.

Il segretario PD fa sapere che la prossima settimana incontrerà le parti sociali, i sindacati e gli imprenditori “perché bisogna salvare il Paese“. Secondo Zingaretti: “I dati che sono usciti dell’economia sono veramente drammatici e preoccupanti, la previsione di crescita è zero, crolla la produzione industriale e l’export, crolla la fiducia dei consumatori e imprenditori”.

Il segretario aggiunge: “In maniera irresponsabile Salvini e Di Maio continuano a farsi i selfie mentre gli italiani cominciano a soffrire per la crisi economica. Loro vivono nei social network ma chi lavora comincia ad avvertire che le cose stanno peggiorando con questo governo. Ma noi siamo pronti a un confronto per contribuire con le nostre idee a cambiare politica economica del governo”.

Patto contro i sovranisti con Macron

Stamattina Zingaretti, secondo quanto era stato anticipato dall’Huffington Post, ha avuto una conference call con Stanislas Guerini, fedelissimo di Emmanuel Macron e plenipotenziario di En March, il partito politico fondato nel 2016 dall’attuale presidente della Repubblica francese che all’epoca era ministro del governo Valls.

Zingaretti e Guerini, in vista della prossima composizione del parlamento Ue, avrebbero posto le basi per un futuro asse contro i sovranisti parlando di una campagna elettorale che privilegi toni concordanti, mettendo al centro i problemi sociali e la riforma delle istituzioni Ue, per poi ritrovarsi su temi comuni nell’ambito di una maggioranza europeista al parlamento europeo. Tuttavia se per il PD la famiglia politica europea di riferimento non è in discussione (il PSE), En March non è ancora chiaro dove si andrà a collocare nell’assise Ue.

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