Mondiali Ciclismo Doha 2016, Under 23: l’azzurro Mareczko di bronzo. Oro al norvegese Halvorsen

Argento per il tedesco Pascal Ackermann.

Per l’Italia arriva un’altra medaglia dai Mondiali di Ciclismo su strada a Doha. Dopo l’argento nella crono juniores femminile di Lisa Morzenti, è arrivato oggi il bronzo di Jakob Marezko nella gara in linea degli Under 23. L’oro è andato al norvegese Kristoffer Halvorsen che ha coronato al meglio il grandissimo lavoro svolto dalla sua squadra per tutta la giornata. Argento per il tedesco Pascal Ackermann.

Fin dai primi metri c’è stato subito un ritmo alto, ma purtroppo anche molte scivolate e cadute. In una di queste è rimasto coinvolto il nostro Filippo Ganna, che ha poi dovuto faticare per rientrare in gruppo.

Al termine dei primi giro del circuito si sono avvantaggiati di 45” rispetto al gruppo l’olandese Pascal Eenkhoorn, il portoghese Nuno Bico e l’eritreo Amanuel Gebrezgabihier, che poco dopo sono stati raggiunti dallo svizzero Patrick Muller e dal colombiano Bryan Gomez. In vantaggio di questi cinque alla fine del secondo giro era ancora di 45” sul plotone e di 32” rispetto a un gruppo di contrattaccanti di cui facevano parte l’irlandese Michael O’Loughlin, l’iraniano Mahdi Rajabikaboodcheshmeh, il ruandese Jean Claude Uwizeye e l’americano Gregory Daniel.

Alla fine del giro successivo è caduto Bico e in fuga sono rimasti in quattro. il portoghese è stato raggiunto dal gruppo dei contrattaccanti e tutti insieme sono poi riusciti a raggiungere il gruppetto al comando che è dunque diventato di nove uomini. Il loro vantaggio ai -100 km era di 1’ 35” rispetto al plotone dal quale, nel frattempo, si erano staccati il russo Pavel Sivakov e l’irlandese Daire Feeley, che tuttavia sono stati ripresi senza riuscire a raggiungere gli uomini al comando.

I nove attaccanti hanno raggiunto un vantaggio di 3’ 07” a sei giri dal termine, poi sono ricominciati gli scatti in testa al plotone e il gap ha cominciato a fare l’elastico. In testa al gruppo hanno lavorato soprattutto Norvegia, Germania, Russia, Spagna e Kazakistan.

Ai -65 km dal gruppo si è staccato il britannico Gabriel Cullaigh, che probabilmente voleva portare con sé un gruppetto, ma nessuno lo ha seguito e dunque dopo un po’ si è dovuto arrendere.

A una quarantina di chilometri dal termine, quando il distacco era sceso a 1’ 36”, i fuggitivi hanno perso Gebrezgabihier a causa dei crampi. Ai -25 km si è è rimasto indietro anche Gomez, sempre per i crampi. Nel frattempo si è ritirato l’azzurro Ganna, che dopo la caduta aveva dato buoni segnali e sembrava essersi completamente ripreso, facendosi vedere anche in testa al gruppo, ma poi ha dovuto alzare bandiera bianca.

All’inizio dell’ultimo giro il distacco si era ridotto a soli 27” e poi man mano i fuggitivi sono stati tutti ripresi. Ai -8 km Simone Consonni, unico azzurro nelle prime posizioni del plotone, ha alzato il braccio per richiamare i suoi compagni e i ragazzi di Amadori si sono man mano ricompattati. Si sono cominciati a formare i trenini delle diverse squadre, ma ai -4,7 km l’ultima rotonda ha spezzato e allungato il gruppo, che era praticamente in fila indiana. Tra l’altro un corridore sloveno è andato sbattere a una transenna e ha portato giù con se altri atleti.

Ai -3,7 km Consonni ha dovuto di nuovo richiamare i suoi compagni, che si erano ancora una volta disuniti. In testa al gruppo, dopo una breve fiammata dei francesi che avevano provato ad aprire un ventaglio, sono tornati a comandare norvegesi e tedeschi. Nell’ultimo chilometro c’è stata un’altra caduta, poco prima dell’inizio della volata finale vinta con merito da Halvorsen. Mareczko è riuscito a prendere la ruota del norvegese ma, a differenza del vincitore, non è riuscito a superare il tedesco Ackermann.

Questi i primi dieci in classifica:

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