Sacerdote ucciso a Trapani: giallo fitto sul movente

La pista alla quale si guarda con più attenzione è quella di una possibile vendetta. Padre Michele arebbe stato massacrato a bastonate perché avrebbe detto di no alla richiesta, irricevibile, di qualcuno.

di remar

Sarebbe stato ucciso a bastonate Padre Michele Di Stefano, l’80enne parroco di Ummari, frazione di Trapani, trovato cadavere tre giorni fa nella canonica della chiesa di Gesù Maria e Giuseppe. Ieri è stata effettuata l’autopsia mentre le indagini dei carabinieri del comando provinciale proseguono senza sosta.

Sul movente dell’omicidio va fatta ancora chiarezza, dalla casa del sacerdote mancherebbe il suo portafoglio, la sua patente e la sua carta d’identità, ma sembra che gli investigatori siano orientati verso ipotesi diverse da quella della rapina finita in tragedia, considerando anche eventuali tentativi di depistaggio messi in atto da chi ha ucciso.

Secondo alcuni parrocchiani poi Padre Michele non usava un portamonete, teneva i soldi in tasca, così come i documenti. ll procuratore di Trapani, Marcello Viola, dopo una riunione con i carabinieri ieri pomeriggio ha detto che allo stato tutte le piste sono al vaglio.

Si starebbe indagando anche sul presunto acquisto da parte di alcuni parenti del prete di immobili, divenuti poi oggetto di una inchiesta a carico di un altro religioso, l’ex amministratore della Curia trapanese, accusato di aver fatto sparire denaro da due fondazioni della diocesi.

Gli inquirenti non vogliono tralasciare nulla in questa fase, ma la pista alla quale si guarda con più attenzione è quella di una possibile vendetta. Padre Michele Di Stefano sarebbe stato massacrato a bastonate, all’uomo è stato sfondato il cranio, perché avrebbe detto di no alla richiesta, irricevibile, di qualcuno.

Gli investigatori stanno ascoltando i parrocchiani di Ummari, e le persone più vicine al sacerdote, ma per ora nessuno avrebbe parlato di recenti contrasti o discussioni tra Padre Michele e qualcuno, o quantomeno nessuno ne sarebbe a conoscenza. Intanto i carabinieri del Ris di Messina hanno confermato l’esistenza di segni d’effrazione sulla finestra del retro della canonica e proseguito con i rilievi nelle altre stanze dell’alloggio del parroco. I funerali saranno celebrati domani mattina alle 9.30 a Calatafimi, nella chiesa del Crocifisso.

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