Tre militanti curde uccise a Parigi, tra manifestazioni e dichiarazioni politiche si infiamma la polemica con la Turchia

Un fatto di sangue dai probabilissimi risvolti politici scuote la capitale francese e riaccende la polemica tra i curdi e la Turchia.

di sara


Assomiglia troppo da vicino ad un’esecuzione, l’assassinio di tre militanti curde, tra le quali Sakine Cansiz, una delle fondatrici del contestato PKK (il Partito dei Lavoratori del Kurdistan), ritrovate morte in nottata a Parigi. La macabra scoperta, avvenuta presso il centro di informazioni del Kurdistan, ubicato nel X° arrondissement della capitale francese, ha già acceso un’ondata di manifestazioni che potrebbe riaccendere vecchie polemiche. I corpi delle tre attiviste, uccise con un solo colpo di pistola automatica alla testa, sarebbero stati scoperti dal compagno di una delle tre donne che, allertato dalla mancata risposta della sua partner al cellulare, si é servito delle chiavi in suo possesso per entrare negli uffici.
Le altre due vittime sarebbero Fidan Dogan, rappresentante in Francia del KNK, Congresso Nazionale del Kurdistan e Leyla Soylemez, una giovane attivista. Sembrerebbe che un testimone abbia udito delle detonazioni nel pomeriggio di ieri, ma sulle indagini non sono ancora trapelati altri particolari.

Forti sospetti di un regolamento di conti
Quel che è certo è che l’accaduto riaccende violentemente la polemica, come dimostra l’importante manifestazione derivante dalla mobilitazione quasi immediata di ben 200 membri della comunità curda, riuniti al 147 di rue Lafayette per esprimere il proprio disappunto e gridare pesanti accuse contro la Turchia. L’assassinio sarebbe infatti accaduto in un momento in cui, secondo i media turchi Ankara e Abdullah Öcalan leader incarcerato del PKK si sarebbero messi d’accordo per stoppare le ostilità che proseguono da più di trent’anni in cambio di alcune riforme tese ad accrescere i diritti della minoranza curda.

L’omaggio delle autorità francesi
Manuel Valls, Ministro dell’Interno della République, si é già recato in mattinata sul posto e ne ha approfittato per rilasciare una dichiarazione di cordoglio assicurando l’inaccettabilità dell’accaduto e confermato la più grande mobilitazione della giustizia francese al fine di far luce su un atto “assolutamente insopportabile”, del quale ha tenuto a sottolineare la gravità.

La reazione di Ankara
Non sono mancate le reazioni ufficiali della Turchia che, attraverso le parole del Presidente dell’AKP, il partito di centro-destra al potere dal 2002, lasciano intravedere un regolamento di conti interno al gruppo indipendentista. C’é da dire che il PKK, oltre ad esser considerato alla stregua di un’organizzazione terrorista dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea e dal governo di Ankara, é ritenuto da parte di quest’ultimo responsabile della morte di più di 40.000 persone, cadute nella sanguinaria lotta armata per l’autonomia della regione a sud-est del paese, intrapresa nel 1984.

Via | lci.tf1.fr/france