‘Ndrangheta, terremoto in Lombardia: dall’arresto di Zambetti alle perquisizioni contro le cosche

Appalti, subappalti sospetti, e questa mattina l’arresto dell’assessore regionale Domenico Zambetti: la Lombardia è nel mirino.

Un terremoto che scuote tutta Italia, da Milano a Reggio Calabria: nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Catanzaro contro la cosca della ‘ndrangheta dei Mancuso in Calabria, Lombardia e Lazio sono in corso perquisizioni, sequestri e notifiche di avvisi di garanzia.

Leggiamo su TgCom24 che secondo gli inquirenti la cosca, “attraverso una fitta rete di rapporti con la massoneria siciliana era riuscita a controllare diversi appalti e subappalti per lavori in Lombardia”.

Al momento sono indagate una decina di persone.

IL SISTEMA

Gli inquirenti hanno svelato nel corso di una conferenza stampa i retroscena del “piano ‘ndrangheta sotto la Madonnina”. Che prevedeva voti comprati, appalti truccati, assunzioni all’Aler, giri di appartamenti e di soldi.

Il procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini ha spiegato: “C’era un patto criminale tra un rappresentante delle Istituzioni e un gruppo della criminalità organizzata mafiosa” che ha reso il politico “un patrimonio dell’organizzazione mafiosa che da lui pretendeva favori”.

Zambetti si sarebbe rivolto alla ‘ndrangheta “per recuperare i voti in vista delle elezioni regionali del 2010”:

“E’ stato verificato che il procacciamento dei voti ha determinato l’inquinamento dell’agire di un Paese democratico”

Quindi “nel momento in cui un pubblico funzionario consapevolmente si porta verso una organizzazione criminale è evidente che rimane inglobato nel meccanismo e che deve fare dei favori. E’ come se ci fosse stato un patto, perché anche altri soggetti criminali poi chiedono favori”.

Zambetti, quando a un certo punto si rifiuta di pagare, viene sottoposto a “minacce e atti di intimidazione e alla fine cede e paga”.

Ma c’era anche chi ha detto ‘no’ a questo sistema: un candidato alle elezioni comunali di Rho ha rifiutato l’offerta di voti “di matrice ‘ndranghetista”. Ma Boccassini ha precisato che questo candidato poi non ha sporto nessuna denuncia:

“Dato inquietante, che possiamo spiegare solo con la paura”

IL CASO ZAMBETTI

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(immagine da archivio infophoto)