Brexit, traffico in tilt tra Francia e UK, code e scioperi: prove di no-deal

Brexit, con lo spauracchio no-deal che incombe, questa settimana ci sono stati forti ritardi nel traffico tra il Regno Unito e la Francia, situazione aggravata anche dalla tempesta di vento Gareth

L’aggravio di lavoro per i doganieri in vista della Brexit, prevista per il 29 marzo con lo spauracchio no-deal non ancora scongiurato, si è sostanziato questa settimana in forti ritardi nel traffico tra il Regno Unito e la Francia, merci bloccate e seri disagi per gli autotrasportatori, come raccontavamo qualche giorno fa. La Brexit richiederà più controlli di mezzi, merci e documenti doganali, per un surplus di attività che la permanenza di Londra nell’Ue ha fin qui evitato.

I funzionari doganali francesi di tutti i principali porti di traghetti (Calais, Dunkerque, Caen, Dieppe) – spiega oggi a Blogo un addetto ai lavori – hanno scioperato e hanno anche iniziato a controllare tutti i veicoli con merci caricate in Francia e in altri paesi europei che arrivano nel Regno Unito e dal Regno Unito, preparandosi all’ipotesi peggiore, quella di una Brexit senza accordo (no-deal) con l’Ue. L’obiettivo dei doganieri è mostrare quali potrebbero essere i potenziali problemi senza avere abbastanza personale e risorse per controllare tutti i documenti doganali che saranno necessari in futuro.

Come se non bastasse, la tempesta di vento Gareth questa settimana ha portato a ritardi e cancellazioni di molti traghetti, con conseguenti ritardi e code per l’Eurotunnel, scelto dalla maggior parte degli autotrasportatori, per un tempo di attesa per gli attraversamenti Francia-Regno Unito di circa 6 ore, con file sulle principali autostrade che conducono a Dover e appunto all’Eurotunnel. Uno degli autisti della nostra fonte – che lavora per un’azienda di logistica internazionale – arrivato ​​ieri sera ha dovuto aspettare qualcosa come 8 ore e con difficoltà sta cercando di lasciare il Regno Unito.

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