19 marzo a Roma festeggiando San Giuseppe e lo spirito della famiglia con due padri

Io sono cresciuta in una famiglia allargata con parecchi non consanguinei, e il giorno di San Giuseppe, a scuola come a casa, era un’occasione per festeggiare tutte le famiglie e i padri, con momenti dolci come bignè (rigorosamente fritti), pensando proprio al figlio del falegname che di padri ne aveva due, e a mia nonna ‘giovane vedova’, che è stata sia mamma che papà.

di cuttv

Un fatto di tradizioni, che non sono però uguali per tutti, visto che la decisione di trasformare la festa del papà in quella della famiglia, presa da una scuola materna di Roma con bambini ‘senza papa’, ma con due mamme, ha scomodato il Campidoglio.

Lo stesso San Giuseppe, che ricorre il 14 marzo nel calendario gregoriano, ovvero il giorno che l’Italia ha scelto per la festa del papà, è l’archetipo del padre ‘putativo’, che nella tradizione popolare protegge anche gli orfani, le giovani nubili e i più sfortunati. Di certo i figli degli altri che siamo disposti ad amare come i nostri. Ma per giungere alle medesime considerazioni non servono le sacre scritture, basterebbe leggersi dentro (avendo qualcosa di buono da leggere ovviamente).

Per fedeli, atei e agnostici, a questo riguardo e a questo punto, sarà comunque interessante ascoltare l’omelia di Papa Francesco, durante la sua cerimonia di intronizzazione a Santo Padre della Chiesa, che martedì 14 marzo sarà inevitabilmente dedicata ai padri, anche senza aspettarsi i miracoli, da un uomo che ha scelto il nome pontificale ispirato al Santo d’Assisi anelando “una chiesa povera e per i poveri“.

Con più fede nell’amore universale che in qualsiasi dottrina degli uomini, che decidiate di festeggiare con i bignè di San Giuseppe o qualcosa di più spirituale, auguro a tutti di farlo con amore, e un bell’abbraccio a chi vi ama come un padre, e se non è del sesso giusto poco importa, l’amore è l’unica cura ‘naturale’ per l’inferno in terra, quindi non importa da dove e da chi arriva.