Caterina Somellini: le uccisero i figli e il genero, niente benefici per le vittime di reati mafiosi

La storia di Caterina Somellini è straziante: nel 1995 le uccidono i figli e il genero, un agguato mafioso, a Corleone. Uno dei nipoti fu ferito nell’agguato, ma si salvò, lei fece da madre ai nipoti. Oggi, a 15 anni di distanza dalla tragedia, a Caterina Somellini sono stati negati i benefici per le vittime


La storia di Caterina Somellini è straziante: nel 1995 le uccidono i figli e il genero, un agguato mafioso, a Corleone. Uno dei nipoti fu ferito nell’agguato, ma si salvò, lei fece da madre ai nipoti. Oggi, a 15 anni di distanza dalla tragedia, a Caterina Somellini sono stati negati i benefici per le vittime di reati mafiosi, il Ministero dell’Interno ha respinto la sua richiesta.

Caterina Somellini, madre delle vittime, nonna di due bambini rimasti orfani, si costituì parte civile nel processo: in cui c’erano imputati a dir poco “pesanti”, per fare qualche nome, Leoluca Bagarella, Leonardo e Vito Vitale, Giovanni Brusca accusati di essere gli autori materiali) e Giovanni Riina, ancora incensurato, figlio del noto Totò Riina.

Malgrado sia rimasta a Corleone – dove anche l’ex sindaco si è costituito parte civile – Caterina Somellini viene lasciata sola dalla Stato: rileggere questo pezzo del 2001, al termine del processo, fa un certo effetto

«Non perdono, non posso perdonare Giovanni Riina, almeno per adesso». È l’ unica frase che Caterina Somellini, la mamma coraggio, sussurra dopo la sentenza che ha emesso una raffica di ergastoli. Ergastoli per la morte dei suoi due figli e di suo genero

Foto | Flickr

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