Giappone: l’attivista Pete Bethune di Sea Shepherd verrà interrogato e incarcerato?

Ricordate il gruppo di attivisti di Sea Shepherd e lo speronamento del loro futuribile trimarano affondato dopo la collisione con la baleniera Shonan Maru 2 lo scorso 6 gennaio? Se ne era scritto anche su ecoblog. Ma come è finita quella vicenda? Insomma, non era una roba da poco, navi che si speronano e affondano…


Ricordate il gruppo di attivisti di Sea Shepherd e lo speronamento del loro futuribile trimarano affondato dopo la collisione con la baleniera Shonan Maru 2 lo scorso 6 gennaio? Se ne era scritto anche su ecoblog. Ma come è finita quella vicenda? Insomma, non era una roba da poco, navi che si speronano e affondano…

Lunedì, cioè ieri, Pete Bethune, a capo dell’organizzazione ecologista, è salito a bordo della Shonan Maru 2: non proprio con un ramoscello d’ulivo, bensì con una richiesta di risarcimento danni di tre milioni di dollari per l’affondamento della sua imbarcazione. Ah: e voleva anche arrestare il capitano.

Il governo giapponese al momento sta valutando la situazione, ed è diviso tra colombe, come Hirofumi Hirano, segretario del governo di Tokyo, che prende tempo, e falchi, come il ministro dell’Agricoltura Hirotaka Akamatsu, secondo cui l’attivista ha compiuto

”un’oltraggiosa azione illegale salendo senza permesso sulla nave e chiedendo 300 milioni di yen”