Arizona: è morto in carcere a 94 anni Viva Leroy Nash, detenuto più anziano nel braccio della morte

Il 94enne Viva Leroy Nash, il condannato a morte più anziano degli Stati Uniti, è deceduto per cause naturali nella prigione federale di Florence, in Arizona. Una vita dentro e fuori dal carcere, con la prima rapina a mano armata commessa negli anni ’30, quando aveva solo 15 anni. Da quel momento non si era


Il 94enne Viva Leroy Nash, il condannato a morte più anziano degli Stati Uniti, è deceduto per cause naturali nella prigione federale di Florence, in Arizona.

Una vita dentro e fuori dal carcere, con la prima rapina a mano armata commessa negli anni ’30, quando aveva solo 15 anni. Da quel momento non si era più fermato: furti di veicoli, rapine a mano armata, tentati omicidi ed anche qualche omicidio.

Nel 1947, quando aveva 32 anni, fu condannato a 25 anni di carcere per l’omicidio di un poliziotto. Scontò la sua condanna e, una volta libero, rapinò ed uccise il corriere postale David J. Woodhurst a Salt Lake City.

La nuova sentenza non si fece attendere: nel 1977 Nash fu condannato a due ergastoli, ma la permanenza dietro le sbarre durò pochi anni.

Nel 1982, mentre era impegnato in un lavoro di gruppo in prigione, riuscì a fuggire e tornò ad uccidere nel giro di pochi giorni. Entrò in un negozio di monete a Phoenix e sparò al commesso, uccidendolo.

La sua latitanza fu breve e l’anno successivo, nel 1983, arrivò la condanna a morte. Aveva 68 anni e le sue condizioni di salute non erano ottime: secondo i suoi legali il carcere non ha fatto altro che accelerare la sua cecità, la sua sordità e la demenza senile.

Per questo, dal 1983, si erano adoperati con appelli su appelli per far slittare l’esecuzione, facendo leva proprio sull’età del loro assistito e sulle sue condizioni di salute.

Nash – classificato come detenuto 047754 – ha trascorso complessivamente 65 anni dietro le sbarre, 2 terzi della sua vita.

A questo proposito sono significative le risposte date a Nash al giornalista Richard A. Serrano del Los Angeles Times. Interrogato sul termine PC, Nash ha risposto “Post-Condanna?” e quando gli ha chiesto cos’è un DVD, l’uomo ha risposto con un “quei piccoli dischi che piacciono molto ai taccheggiatori“.

La morte è avvenuta venerdì scorso nella sua cella, proprio mentre i suoi legali stavano cercando di far slittare ancora la sua esecuzione.

Via | The Post Chronicle