Torino, prostitute vendute online: decapitata intera organizzazione, 8 arresti

Avevano messo in piedi una vera e propria organizzazione criminale dedita allo sfruttamento della prostituzione nella città di Torino e dintorni che aveva fatto di Internet il principale strumento per procacciarsi clienti e “mettere in vendita” le ragazze sfruttate con veri e propri book fotografici consultabili dagli utenti.L’organizzazione, smantellata in queste ore dai militari della

Avevano messo in piedi una vera e propria organizzazione criminale dedita allo sfruttamento della prostituzione nella città di Torino e dintorni che aveva fatto di Internet il principale strumento per procacciarsi clienti e “mettere in vendita” le ragazze sfruttate con veri e propri book fotografici consultabili dagli utenti.

L’organizzazione, smantellata in queste ore dai militari della Compagnia di Venaria, in provincia di Torino, dopo mesi di indagini, era composta da almeno otto persone, in parte italiani e in parte romeni. A capo della gang, secondo quanto accertato, ci sarebbero stati il 29enne Petru Alin Cirpaci e la moglie Claudia Zorita Cirpaci, mentre un ruolo importante sarebbe stato ricoperto dal 60enne Carmelo Lampasi.

Quest’ultimo, si è scoperto nel corso delle indagini, aveva messo a disposizione un appartamento di sua proprietà che veniva utilizzato dall’organizzazione per gli incontri tra le ragazze e i loro clienti. Ad altri elementi della banda era affidato il compito di controllare il regolare svolgimento dell’attività, di spaventare le ragazze nel caso in cui tentassero di ribellarsi e di gestire gli annunci pubblicitari pubblicati online.

Qualche dettaglio in più sull’organizzazione arriva da Roberto Carpriolo, Capitano della Compagnia di Venaria:

Le donne costrette a prostituirsi erano istruite sul linguaggio da utilizzare con i clienti e ricevevano indicazioni su come pettinarsi e truccarsi. Prima e dopo ogni prestazione sessuale dovevano timbrare una sorta di «cartellino virtuale»: erano costrette a chiamare i loro sfruttatori che cronometravano i tempi di permanenza di ogni cliente e registravano il relativo incasso.

A tutti e otto viene contestata l’accusa di sfruttamento della prostituzione.

Foto © Getty Images