Di Pietro, candidate per concorso: venghino donne! C’è posto a Strasburgo

Altro che primarie! Altro che selezione dopo anni di militanza e verifiche sul campo, gradino dopo gradino! Roba da secolo scorso, ferrivecchi da epoche delle ideologie. Antonio Di Pietro ha finalmente l’asso nella manica per rinnovare la politica: candidati ( pardon, candidate) per concorso. Dalle pagine di un noto settimanale femminile, l’Idv ha lanciato un

Altro che primarie! Altro che selezione dopo anni di militanza e verifiche sul campo, gradino dopo gradino! Roba da secolo scorso, ferrivecchi da epoche delle ideologie.

Antonio Di Pietro ha finalmente l’asso nella manica per rinnovare la politica: candidati ( pardon, candidate) per concorso.

Dalle pagine di un noto settimanale femminile, l’Idv ha lanciato un appello riservando sette poltrone all’Europarlamento a sette donne, scelte dopo visione dei rispettivi curriculum. Risultato?

Un gran lavoro per i selezionatori, perché le candidate sono 800. Giovani (e belle?), laureate, professioniste, plurilingue, e soprattutto lontane … dalla politica. Bene? Bis!

La cultura istituzionale, il senso dello Stato, la passione politica, il valore delle convinzioni, l’idea di uno straccio di progetto politico per la nuova Europa? Tutto superfluo.

Importante (anzi, determinante) è il curriculum. Serve gente per attirare l’elettorato e portare voti.

Alla politica ci pensa Tonino.

Tanto ai “suoi” eletti spetta il compito “alto” di “credere” (nel gran capo Di Pietro), “obbedire” (a Di Pietro) e “combattere” (per di Pietro).

Quando si dice luccichini per le allodole. Viva i grandi e moderni partiti padronali e familiari!

E’ così che l’Italia, da paese di vertice nel mondo, giorno dopo giorno è diventata il fanalino di coda. Ma siamo oramai diventati primi nell’indecenza. Senza nemmeno saperlo.

Così non ci si vergogna.

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