Napoli, camorra: ucciso in agguato a Soccavo Luigi Cappello, ritenuto affiliato clan Grimaldi

Ucciso con un colpo di pistola a due passi da una chiesa dove era in corso una funzione religiosa. Luigi Cappello, 55 anni, è morto così nella serata di ieri a Soccavo, quartiere periferico di Napoli. Cappello, secondo una prima ricostruzione dei fatti, era appena uscito da un circolo ricreativo quando è stato raggiunto da


Ucciso con un colpo di pistola a due passi da una chiesa dove era in corso una funzione religiosa. Luigi Cappello, 55 anni, è morto così nella serata di ieri a Soccavo, quartiere periferico di Napoli. Cappello, secondo una prima ricostruzione dei fatti, era appena uscito da un circolo ricreativo quando è stato raggiunto da due sicari che, a bordo di una moto, hanno esploso il colpo mortale. Uno, preciso, alla testa.

Un’esecuzione in piena regola che sarebbe da ascrivere alla camorra. Sul caso indaga la polizia. Cappello, già noto alle forze dell’ordine, sarebbe stato affiliato al clan Grimaldi. Gruppo camorristico storico di Soccavo, un tempo egemone nella zona e oggi caduto in declino dopo una faida che dal 2006 l’ha visto contrapposto al cosiddetto superclan di Rione Traiano (Puccinelli), a sua volta impegnato anche su un altro fronte contro il clan Leone. Oggetto primo del contendere lo spaccio di droga. Gli agguati e gli omicidi si sono intensificati nel 2007:

La droga sarebbe anche il movente dell’ omicidio commesso venerdì davanti alla scuola elementare “Verdolino” di via delle Bucoliche a Soccavo. Guerra tra il clan Grimaldi e il cosiddetto superclan di Rione Traiano. Entrambi vogliono spacciare: l’ uno in casa dell’ altro.

Cappello era stato arrestato in un blitz nell’aprile del 2007, quando finirono in manette diversi presunti esponenti del clan Grimaldi. Su Julie News si legge dei momenti immediatamente successivi all’agguato di ieri e dell’aria che tira nei quartieri occidentali della zona flegrea…

Poco dopo l’omicidio, come avviene in questi casi, il posto diventa meta di pellegrinaggio della gente del quartiere. (…) Va via scuotendo la testa. E poi ci sono i ragazzini. Alcuni hanno non più di dieci anni. Giubbotti alla moda, lucidi, come impone la moda quest’anno. Si fermano a pochi metri dai sigilli della polizia, cercano di farsi spazio, di guardare oltre la cortina di agenti. Dal gruppetto di persone accanto al cadavere, probabilmente parenti, si alzano delle urla. Sono sfoghi, è la rabbia a parlare. “ Me l’hanno ucciso, era uno buono, non ha mai ucciso nessuno”. “Bastardi, dovete fare la stessa fine”. “Vi devono sparare in bocca, in bocca vi devono sparare”.

L’ennesimo omicidio firmato camorra (il quarto dall’inizio dell’anno), in una zona che soltanto un paio d’anni fa fu teatro di una sanguinosa faida tra il clan Puccinelli e quello dei Leone. Due gruppi criminali che gestivano, all’ombra dei potenti Grimaldi, il narcotraffico nelle fiorenti piazze di spaccio del Rione Traiano. La faida si concluse con l’arresto dei boss: Salvatore Cutolo, detto Borotalco, capo dei Puccinelli, e Davide Leone, a capo dell’omonimo clan.

Ma con il declino dei Grimaldi, la partita si è riaperta. I Puccinelli hanno mantenuto il possesso delle piazze di spaccio, hanno respinto l’offensiva degli ‘scissionisti’ dei Leone, sono intenzionati a difendere con i denti il loro business. Se prima si doveva accontentare del feudo del Rione Traiano (circa il 20% del business criminale di Soccavo), con il placet del clan storico, da qualche tempo ha potuto cominciare a dettare legge.

I Grimaldi non fanno più paura, è possibile opporsi alle loro decisioni. Ed a qualsiasi tentativo di sconfinamento.Proprio una “invasione di zona” potrebbe essere alla base dell’omicidio di oggi. E’ questa la pista più accreditata, anche se le indagini sono ancora agli inizi. I tasselli del puzzle, però, sembrano quadrare. Alcuni mesi fa, il primo avvertimento. Una sventagliata di mitra davanti all’abitazione dell’attuale reggente dei Grimaldi. Un messaggio chiaro, il Rione Traiano non si tocca.

Via | Metropolis web

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