Yara Gambirasio: indagini chiuse. Delitto senza colpevole

Toccherà al gip Patrizia Ingrascì valutare adesso la nuova richiesta di incidente probatorio presentata dal pm sulla telefonata fatta da Fikri.

di remar

Si chiudono oggi le indagini sul rapimento e l’omicidio di Yara Gambirasio, la 13enne scomparsa il 26 settembre 2010 da Brembatre Sopra (Bergamo) e trovata cadavere tre mesi dopo in un campo di Chignolo d’Isola, sempre nel bergamasco. Finite tutte le proroghe possibili, gli inquirenti non possono fare altro che archiviare il fascicolo contro ignoti aperto il giorno successivo alla sparizione. Già perché le accuse di omicidio a carico di Mohammed Fikri sono state archiviate la scorsa settimana.

Il marocchino rimane tuttavia indagato, a suo carico è stato aperto un nuovo fascicolo per favoreggiamento. Secondo i pm non avrebbe detto tutto quel che sa. Toccherà al gip Patrizia Ingrascì valutare adesso la richiesta di incidente probatorio presentata dal pm sulla telefonata fatta da Fikri. Conversazione in cui, com’è noto, sulla base di una prima traduzione, l’operaio marocchino avrebbe detto:

Allah, perdonami, non l’ho uccisa io.

Traduzioni successive, giudicate più attendibili, hanno capovolto la frase in:

Allah, fa’ che risponda.

L’altra pista fin qui seguita porta alla riesumazione della salma dell’autista di Gorno deceduto nel ’99, che sarebbe il padre illegittimo, e inconsapevole, del presunto omicida di Yara: le tracce di Dna prelevate sul corpo della vittima apparterrebero a lui. La riesumazione è ancora possibile. Sono 15mila i campioni di Dna fatti prelevare dagli investigatori in tutta la provincia di Bergamo, e in altre regioni italiane. Accertamenti senza nessun precedente in Italia per la loro estensione. Ora, scaduti i termini per le indagini, si potrà solo completare la comparazione tra i campioni genetici trovati sul cadavere di Yara e i 2.500 profili già isolati ma non ancora analizzati.

Foto © TMNews

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