Milano: via Padova in rivolta dopo l’omicidio di un egiziano

Più che la Milano da bere quella di ieri sera sembrava una Milano americanizzata, con gang che si fronteggiavano per le vie cittadine, auto e moto ribaltate e squadroni di 20 e più persone che “pattugliavano” le strade in una caccia al sudamericano. A scatenare la rivolta un episodio di bullismo avvenuto nel tardo pomeriggio.


Più che la Milano da bere quella di ieri sera sembrava una Milano americanizzata, con gang che si fronteggiavano per le vie cittadine, auto e moto ribaltate e squadroni di 20 e più persone che “pattugliavano” le strade in una caccia al sudamericano.

A scatenare la rivolta un episodio di bullismo avvenuto nel tardo pomeriggio. Alle 17:40, secondo le ricostruzioni, un gruppo di nordafricani (due egiziani ed un ivoriano) ed un gruppo di latini hanno iniziato a battibeccare su un autobus. Una volta che i nordafricani sono scesi il gruppo di latini li ha seguiti e ne è nata una colluttazione durante la quale Hamed Mamoud El Fayed Adou, di 19 anni, e rimasto ucciso mentre il cugino ivoriano ha riportato alcune ferite lievi ad un braccio.

Il fatto, di per se gravissimo, sarebbe potuto terminare li, con la ricerca dei 5 sudamericani da parte della Questura. Invece le cose sono precipitate. Un centinaio di persone hanno prima fronteggiato la polizia che si era schierata per impedire che si potesse raggiungere il corpo della giovane vittima, poi si sono spostate in una via laterale dando libero sfogo alla rabbia a spese dei commercianti e di tutti coloro che avevano parcheggiato.

Il risultato: auto rovesciate, negozi dei sudamericani devastati e caos oltre che un clima di odio razziale che non lascia presagire nulla di buono. Se da un lato alcuni amici della vittima davano fuoco al suo sangue dopo avervi versato sopra dell’alcool gridando “Vendetta” dall’altro ragazzi nordafricani giravano per strada minacciando i latinos e fomentando la paura e la rabbia.

Ovvia la posizione presa dai due schieramenti politici; se da un lato infatti il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, dichiara

“Credo che il migliore termine per rappresentare la situazione che si è determinata in via Padova è quella di far west tra bande di nordafricani e sudamericani. Il conto però lo pagano i milanesi: auto distrutte, vetrine dei negozi distrutti, decine di uomini della polizia impegnati da quasi due ore. Questo accoltellamento testimonia che i numeri dell’immigrazione quando sono troppo alti è difficile governali. E’ evidente che per Milano, che ha duecentomila extracomunitari regolari e 40mila clandestini, è un numero enorme. Il 15,4% della popolazione milanese è fatta di extracomunitari e via Padova, che è la via più multietnica di Milano, testimonia che con questi numeri è difficile governare l’immigrazione. E non si dica che Milano è una città chiusa”.

dall’altro Filippo Penati, capo della segreteria politica di Pier Luigi Bersani e candidato del Pd a Governatore della Lombardia

Sono 15 anni che De Corato e la destra governano la città di Milano e l’unica cosa che ha da dire, di fronte ai tragici fatti accaduti in via Padova, è che Milano è il far west e che le risse sono all’ordine del giorno”. Non è accettabile che quando governa il centrosinistra il problema dell’ordine pubblico è colpa del governo, mentre quando il centrodestra governa, sia a livello locale che nazionale, non si sentono investiti da nessuna responsabilità”.

Indipendentemente però dalle posizioni assunte dai due schieramenti resta il fatto gravissimo del comportamento selvaggio di ieri sera ad indicare un’insofferenza degli immigrati (manifestatasi con atti di vandalismo) sulla quale sarebbe bene interrogarsi per identificarne le cause ed intervenire prima che si possa ripetere.

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