Davide (Bossi) piega Golia (Berlusconi). Grandi riforme o grandi ricatti?

Puntuale come un treno svizzero arriva la dichiarazione “illuminante” di Silvio Berlusconi sul compromesso/pateracchio fra Pdl e Lega sul referendum elettorale. “Mi spiace – dice il premier – che altri interpretano come una debolezza del presidente del Consiglio e del Pdl quella di aver ceduto a una precisa richiesta di un partito della maggioranza che,

Puntuale come un treno svizzero arriva la dichiarazione “illuminante” di Silvio Berlusconi sul compromesso/pateracchio fra Pdl e Lega sul referendum elettorale.

“Mi spiace – dice il premier – che altri interpretano come una debolezza del presidente del Consiglio e del Pdl quella di aver ceduto a una precisa richiesta di un partito della maggioranza che, ove non fosse stata accolta, avrebbe fatto cadere il governo: bisogna saper scegliere, o una cosa o l’altra”.

Tradotto: è passato il ricatto della Lega. Ma allora chi comanda?

E lo show del nuovo partitone alla fiera di Roma? E il refrain martellante del “qui comando tutto io e decido tutto io?”.

Invece il “piccolo” Davide ha piegato il “gigante” Golia. A dimostrazione che passare dalle parole (dalle promesse e dai programmi del premier e del Pdl) ai fatti, ce ne corre.

C’è molta differenza fra i “ricattucci” dei partitini nell’Unione del governo Prodi e i “ricattoni” di oggi del governo di centrodestra?

Dove eravamo rimasti? Al bipolarismo in odore di bipartitismo? Dalla “rivoluzione” delle “rivoluzioni” dei … miraggi.

Il Cavaliere può imbavagliare Michele Santoro. Ma il Senatur, da solo, può mandare a casa il Cavaliere con tutto il gregge.

Le grandi riforme? Blabla. E ancora blabla. E l’ultimo che esce (da questo teatrino delle ombre) spenga la luce.

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