Imprenditrice cinese sfruttava connazionali clandestini: 3 denunce a Bergamo

Dopo il caso di Treviso, emerso qualche settimana fa, un’altra storia di sfruttamento di manodopera cinese è stata scoperta in provincia di Bergamo. Una 35enne cinese, insieme ad altri due connazionali, aveva messo in piedi un piccolo laboratorio tessile illegale, in un capannone fuori mano, in cui erano impiegati sei suoi connazionali. Dormivano, mangiavano e


Dopo il caso di Treviso, emerso qualche settimana fa, un’altra storia di sfruttamento di manodopera cinese è stata scoperta in provincia di Bergamo.

Una 35enne cinese, insieme ad altri due connazionali, aveva messo in piedi un piccolo laboratorio tessile illegale, in un capannone fuori mano, in cui erano impiegati sei suoi connazionali.

Dormivano, mangiavano e lavoravano lì, in stretti spazzi e in condizioni igienico-sanitarie giudicate precarie dagli agenti che hanno effettuato l’operazione.

Non c’era riscaldamente i sei connazionali venivano costretti a turni di lavoro lunghissimi: confezionavano camicie destinate alla vendita nei mercatini ambulanti.

Le autorità hanno fatto irruzione e denunciato a piede libero la titolare e due suoi collaboratori, accusati di occupazione di manodopera clandestina e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

L’attività è stata chiusa e la titolare è stata anche multata per violazioni della normativa in materia di lavoro: dovrà pagare 20mila euro e, naturalmente, non potrà portare avanti la sua attività.

Via | Libero News

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