Omicidi Latina, ipotesi investigativa: Buonamano non voleva tradire Moro, ancora irreperibili i Di Silvio

Nuova ipotesi investigativa sull’omicidio di Fabio Buonamano, freddato a colpi di pistola in via Monte Lupone dopo l’esecuzione di Massimiliano Moro, nella propria abitazione, a sua volta preceduta dal tentato omicidio di Carmine Ciarelli nel quartiere Pantanaccio. Tutto in 48 ore, tra il 25 e il 26 gennaio. Gli investigatori per spiegare la due giorni


Nuova ipotesi investigativa sull’omicidio di Fabio Buonamano, freddato a colpi di pistola in via Monte Lupone dopo l’esecuzione di Massimiliano Moro, nella propria abitazione, a sua volta preceduta dal tentato omicidio di Carmine Ciarelli nel quartiere Pantanaccio. Tutto in 48 ore, tra il 25 e il 26 gennaio. Gli investigatori per spiegare la due giorni di sangue di Latina si sono indirizzati nelle scorse settimane sulla pista del regolamento di conti tra pregiudicati, tra esponenti della criminalità locale, forse a causa di un debito per droga non pagato.

In relazione all’omicidio Buonamano gli indagati, irreperibili, sono Costantino Di Silvio “Patatone” e suo zio Giuseppe Di Silvio. Buonamano, secondo l’ultima ipotesi avanzata dagli investigatori non avrebbe voluto tradire l’amico Massimiliano Moro. Scrive Il Tempo:

Una delle ultime ipotesi da verificare è quella che vede Buonamano coinvolto nei fatti di sangue non in relazione ad un ruolo attivo nei precedenti episodi. Se la sua eliminazione e quella di Moro fossero davvero una riposta all’agguato di Ciarelli, sembrava plausibile già dall’inizio che nei fatti di via Pantanaccio «Bistecca» abbia avuto un ruolo marginale.

Ma secondo gli inquirenti chi ha ucciso Buonamano potrebbe aver deciso di farlo dopo aver ricevuto un rifiuto. Il 33enne latinense infatti, potrebbe essersi rifiutato di reperire una delle due armi o di far cadere in trappola l’amico Massimiliamo Moro, facendosi aprire il portone di casa. Chi lo ha ucciso potrebbe essersi sentito in qualche modo «tradito».

Chi ha ucciso Moro, e qui l’ipotesi prevalente rimane quella della vendetta per il tentato omicidio di Ciarelli, ha voluto quindi eliminare una persona scomoda, qualcuno di cui non ci si poteva (più) fidare. Dagli accertamenti compiuti risulta inoltre che Fabio “Bistecca” non poteva essere al Pantanaccio la mattina dell’agguato a Ciarelli. Tra le 7:00 e le 9:00, dicono alla Mobile, il 32enne era a casa. Due allora le ipotesi sul suo coinvolgimento nei fatti:

secondo la prima avrebbe potuto fornire l’arma per il ferimento di Ciarelli, poi essere stato utilizzato come «trappola» per commettere l’omicidio di Moro. Visti gli stretti legami con quest’ultimo, chi ha deciso di sparare a Moro nel suo appartamento di largo Cesti, potrebbe aver costretto Buonamano a farsi aprire la porta dall’amico. Potrebbero quindi avergli promesso la salvezza e il giorno dopo deciso di eliminarlo. Un’altra ipotesi è che «Bistecca» possa essere stato a conoscenza di qualche particolare scomodo. Anche il presunto debito per fatti di droga che Moro avrebbe avuto con Ciarelli, al quale avrebbe dovuto restituire una consistente cifra, sembrerebbe essere sempre più accreditata come ipotesi, anche se resta solo una supposizione che la Mobile sta valutando.

Nel frattempo continuano le ricerche dei due indagati. “Patatone” è stato visto allontanarsi dal Goretti, dove era ricoverato Ciarelli, in compagnia di Buonamano poco prima che questi venisse ucciso. Poi c’è suo zio Giuseppe meglio conosciuto come Romolo. Gli investigatori nei giorni scorsi avevano ipotizzato che la Mercedes di “Romolo” fosse l’auto utilizzata per investire, dopo l’omicidio, il cadavere di Buonamano.

Dai rilievi effettuati non sarebbero emersi riscontri in tal senso, ma un’altra auto della famiglia Di Silvio è stata sequestrata. I risultati degli esami, anche sulla presenza di eventuali tracce ematiche o di polvere da sparo, sono attesi per il 16 febbraio.

Via | Il Tempo
Foto | Flickr