Processo Scazzi, il pm in aula: “Misseri non ha assistito il delitto, Sabrina smentita dai testimoni”

E’ iniziata stamattina, come da programma, la requisitoria del pm Mariano Buccoliero che di fronte alla Corte d’Assise d’Appello di Taranto, presieduta dal giudice Cesarina Trunfio, ha ripercorso dettagliatamente tutti gli eventi che hanno portato all’omicidio di Sarah Scazzi e puntato l’accento sul comportamento degli imputati nelle ore e nei mesi successivi. Una lunga requisitoria,

E’ iniziata stamattina, come da programma, la requisitoria del pm Mariano Buccoliero che di fronte alla Corte d’Assise d’Appello di Taranto, presieduta dal giudice Cesarina Trunfio, ha ripercorso dettagliatamente tutti gli eventi che hanno portato all’omicidio di Sarah Scazzi e puntato l’accento sul comportamento degli imputati nelle ore e nei mesi successivi. Una lunga requisitoria, iniziata in mattinata e destinata e proseguire per tutta la giornata di domani.

Per il pm Buccoliero non ci sono dubbi:

Questo è il processo per il massacro di una bambina di 15 anni. Questo non è il processo delle lacrime di Sabrina e Michele o del silenzio di Cosima, ma della morte di Sarah […] In questo processo gli imputati hanno detto una serie di falsità, a cominciare da Michele Misseri che si accusa del delitto ma non ha neppure visto uccidere Sarah. Lui, riferendo che era stata la figlia Sabrina per poi tornare ad accusarsi del delitto, ha rotto un patto di famiglia scellerato.


Il pm ha posto l’accento anche su Michele Misseri, accusato di soppressione di cadavere insieme al fratello e al nipote Carmine Misseri e Cosimo Cosma. Il contadino di Avetrana, che continua ad attribuirsi tutta la responsabilità del delitto, non solo non avrebbe partecipato all’omicidio della nipote, ma non vi avrebbe nemmeno assistito:

Misseri non può, in quattro minuti come si evince dalle loro stesse dichiarazioni aver ucciso Sarah, cercato di coprire il corpo ed essere uscito dal garage per parlare con Sabrina che già era in veranda. Il delitto è stato commesso in casa, dove in quel momento c’erano tre persone: Sabrina, Cosima e Michele. Lasciamo stare le chiacchiere di Michele Misseri, questo è il processo di Sabrina Misseri, che ha sempre negato persino che Sarah quel giorno sia arrivata a casa sua, tirando fuori la storia del rapimento, e del suo risentimento e della sua gelosia nei confronti di Sarah per il rapporto con Ivano Russo.

Non ci sono dubbi, dice il pm, che ad uccidere la giovane Sarah sia stata sua cugina Sabrina, che continua a professarsi innocente:

Nel suo diario la mattina del 26 agosto 2010, giorno del delitto, Sarah scrive ‘Sabrina ieri sera si è arrabbiata con me perchè quando c’è Ivano, lui sta sempre con me. Almeno lui mi coccola. Ma ormai ci sono abituata. Il litigio era avvenuto poco prima che Sabrina e Sarah si vedessero in un pub del paese con le amiche. Proprio le amiche testimoni lo ricordano, ma Sabrina no.

L’udienza prosegue.

Processo Scazzi, oggi si torna in aula: tre giorni per la requisitoria dei pm

Tre giorni: oggi, domani e il prossimo 4 marzo. Tanto durerà la requisitoria dei pubblici ministeri per il processo per l’omicidio di Sarah Scazzi, giunto ormai alle sue battute finali. Dopo la conclusione dell’istruttoria dibattimentale, lo scorso 29 gennaio, si torna in aula questa mattina per dare modo al pm Mariano Buccoliero di trarre le sue conclusioni, mentre il 4 marzo sarà la volta del procuratore aggiunto Pietro Argentino

Successivamente, a partire dal 5 marzo, interverranno in aula i rappresentanti delle parti civili. Tra questi ci saranno gli avvocati della famiglia di Sarah Scazzi, Nicodemo Gentile e Walter Biscotti, mentre per l’11, il 12, il 19, il 25 e il 26 marzo sarà la volta degli avvocati della difesa, a cui toccherà il compito di difendere i numerosi imputati in questo lungo procedimento.

Tra questi, oltre alle principali imputate, Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano, accusate di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere, ci sono Michele Misseri, rispettivamente padre e marito delle due donne, che deve rispondere all’accusa di soppressione di cadavere insieme al fratello e al nipote Carmine Misseri e Cosimo Cosma.

L’avvocato Vito Russo, ex difensore di Sabrina Misseri, deve rispondere dell’accusa di tentato favoreggiamento personale, intralcio alla giustizia e di soppressione di atti veri, mentre Antonio Colazzo, Cosima Prudenzano e Giuseppe Nigro sono accusati di favoreggiamento del fioraio Giovanni Buccolieri, la cui posizione è stata stralciata prima dell’udienza preliminare.

A partire dall’8 sono in programma le eventuali repliche, poi sarà la volta della tanto attesa sentenza, destinata certamente a far discutere. La corte d’appello, presieduta dal giudice Cesarina Trunfio, si ritirerà in camera di consiglio per la sentenza, prevista entro l’estate. A più tardi con gli aggiornamenti di questa nuova giornata processuale.

Foto | © TMNews

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