Affari italiani: il Rubano risponde a Marzio Innocenti

Il presidente del club veneto risponde alle accuse rivolte nella lettera aperta pubblicata dieci giorni fa.

Se dai piani alti tutto tace – come sottolineava ieri Stefano Bettarello -, dalla base le risposte arrivano. Così, dopo averla pubblicata come commento sotto l’articolo incriminato, il presidente del Rubano mi ha cortesemente chiesto di pubblicare la sua risposta agli attacchi di Marzio Innocenti. Ecco la risposta di Emanuele Scieri.

Caro Marzio, i ragazzi che giocano a Rubano mi hanno mostrato un Tuo intervento in relazione alle recenti elezioni Federali. Non voglio, e non posso, entrare nel merito delle Tue affermazioni in ordine a fatti e circostanze a me totalmente sconosciute. Tengo a precisare, però, alcune questioni che riguardano la Società di cui sono presidente da oltre 25 anni. Come ben sai la nostra è una piccola Società che ha sempre vissuto di idee, speranze e sogni su cui un gruppo di persone ha costruito un progetto che non prevedeva vittorie agonistiche di chissà quale livello ma la costruzione di ragazzi che, anche attraverso i campi di rugby, si affermassero nella vita di tutti i giorni. E non a caso, dopo tanti anni in cui si è cercato di riuscire ad avere un minimo per poter svolgere l’attività sportiva che amiamo (campi e spogliatoi) si è potuto procedere a strutturare quel progetto la cui finalità era, ed è, di far crescere i nostri ragazzi con la prospettiva di poter giocare, in qualsiasi categoria, alla pari degli avversari. E ancora non a caso, avendo conosciuto un altro rugby rispetto a quello attuale, si è sempre pensato che i valori con cui far crescere i nostri ragazzi, dovevano necessariamente attingere ai valori di una Società di cui il Roccia si è sempre considerata compartecipe. Personalmente, Ti dico che proprio in quella Società (di cui hai fatto parte anche Tu) ho guardato, e guardo, per avere gli stimoli per poter continuare: ed anzi, proprio a quella Squadra di cui Tu hai fatto parte, ho guardato per cercare di far crescere i nostri ragazzi. Basterà ricordare Andrea Zulian e Giuseppe Artuso, ma anche Hector De Marco e Tonino Failla che hanno scelto di partecipare ad un progetto in una Società in cui si rispecchiano.

Detto ciò trovo, quantomeno, inesatto (per non dire altro) affermare che il Roccia Rugby abbia approfittato, in questi anni, del lavoro del Petrarca, giacchè la crescita tecnica-agonistica a Rubano non è avvenuta grazie al Petrarca, ma ad una serie di componenti che, anche, e soprattutto, attraverso il lavoro, pressoché gratuito di alcune persone, primo fra tutti, il tuo ex compagno di squadra Michele Pra (tra i fondatori del Rubano) ha consentito quella crescita di cui parlavo prima. Oggi, il Roccia, vive del lavoro gratuito di molte persone e di molti ragazzi che credono nel gusto di faticare assieme non per un interesse economico ma perché si riconoscono in certi valori. Tu sai benissimo che, pur avendo da svolgere il campionato di serie A, nessuno dei giocatori percepisce rimborsi spese e/o stipendi… chi allena, e chi svolge attività dirigenziale, è in perenne lite famigliare, dato che non riesce a giustificare a che pro svolga un’attività così faticosa….

Quanto ai giocatori venuti, nel corso degli anni, dal Petrarca credo di poter affermare, con serenità, che gli stessi siano venuti spontaneamente, per scelta personale e non già per chissà quale astruso motivo. In ogni caso potrai ben andare a vedere il numero di tesserati del Roccia Rugby e verificare di come, e di quanto, incidano i tesseramenti di provenienza Petrarca, per capire di come la nostra Società abbia cercato di far crescere, a prescindere, un ambiente e dei ragazzi che potessero, nel tempo, eccellere anche nei campi di gioco. A tal proposito, Ti basterà verificare di come l’attuale capitano del Petrarca sia nato e cresciuto (permettimi l’orgoglio) a Rubano e di come altri due ragazzi (credo di poter affermare di interesse nazionale) siano nella rosa del titolari della Prima Squadra del Petrarca. E questi ragazzi sono andati al Petrarca non certo a fronte di un corrispettivo in denaro ma bensì per una scelta che il Roccia Rugby ha da sempre fatto, valutando un interesse comune delle Società e dei ragazzi.

Infine, voglio precisarTi che non ho mai avuto incontri personali con il sig. Alfredo Gavazzi che ho visto due volte in vita mia, senza neppure scambiarci una parola. Sono andato, una prima volta, a un incontro dove l’ho sentito esporre le sue idee e le sue convinzioni di quello che poteva essere il nostro movimento nei prossimi quattro anni, rivedendolo sabato scorso. Quindi rasserenati: nessuna pressione ricevuta ma libera scelta di chi crede in qualcosa che si chiama democrazia. Spero di aver spiegato, non solo a Te ma anche ai ragazzi che in questi 25 anni sono cresciuti, e diventati uomini, a Rubano, di come coloro che hanno lavorato, insieme a me, in tutti questi anni, hanno creduto in certi principi ed in certi valori. Valori per cui quando ci si incontra rugby o non rugby avviene uno scambio di affettuoso rispetto.

Emanuele Scieri

Link utili:
Elezioni federali: le prime parole di Gavazzi

Elezioni federali: la lettera aperta di Marzio Innocenti

Elezioni federali: l’intervento di Giorgio Morelli

Elezioni federali: la lettera di Stefano Bettarello

Commenta questa notizia sul FORUM di RUGBY 1823

 

RUGBY 1823 è anche su Facebook

RUGBY 1823 è anche su Twitter