Montesilvano: ex assessore condannato per violenza sessuale

“Sono andato in galera senza aver fatto nulla”.Sono le parole, pronunciate nel 2006, dall’ex assessore del Comune di Montesilvano (Pescara) Guglielmo Di Febo. L’uomo, di 66 anni, è stato condannato venerdì dalla Corte d’Appello di Firenze a 5 anni e 6 mesi più l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per l’accusa di violenza sessuale nei confronti

di remar

“Sono andato in galera senza aver fatto nulla”.

Sono le parole, pronunciate nel 2006, dall’ex assessore del Comune di Montesilvano (Pescara) Guglielmo Di Febo. L’uomo, di 66 anni, è stato condannato venerdì dalla Corte d’Appello di Firenze a 5 anni e 6 mesi più l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una minorenne, una ragazzina di 14 anni. Tre anni fa il tribunale di Pistoia aveva assolto in primo grado Di Febo, ma la pubblica accusa ha appellato la sentenza e ieri la Corte ha emesso il verdetto di condanna. A carico dell’ex assessore anche il risarcimento dei danni in favore delle parti civili a cui dovrà rifondere le spese di costituzione e difesa.

Di Febo ha diffuso una nota in cui dice che farà ricorso:

1) la sentenza, alla quale opporrò appello in Cassazione, è giunta a conclusione di un dibattimento tra accusa e difesasvolto nell’arco di alcune ore di una mattinata al termine della quale, il giudice di secondo grado ha riformato il giudizio di primo grado;
2) il processo di primo grado si era protratto per circa un anno al termine del quale, un tribunale tutto al femminile, dopo aver valutato con rigorosa meticolosità prove, testimonianze e accuse , dopo aver fatto confronti (fu fatto un confronto tra un teste e l’accusa per accertare la validità di certe affermazioni) “ritenendo inattendibili ” le accuse formulate , mi prosciolse con la formula ” perché il fatto non sussiste”.
3) ho patito la sofferenza delle false accuse e dei primi provvedimenti giudiziari a cavallo dell’avvio dell’inchiesta Ciclone… si ,perché per un presunto reato commesso nell’anno 2005, chi mi accusava, pensò bene di accavallare la sua denuncia alle fasi cruciali dell’inchiesta Ciclone (anno 2007) per cogliere il fertile momento in cui si stavano dissacrando ,la credibilità ,il prestigio, la moralità, l’onestà di tutti i leader politici , compreso il sottoscritto, che ne furono coinvolti;
4)ho vissuto anni di attesa, inutilmente,…. sperando che nell’animo di qualcuno, i sentimenti di onestà, che dovrebbero accompagnare la sana crescita degli adolescenti, prendesse il posto delle menzogne e delle calunnie proferite contro di me;
5) non ho mai commesso i reati che mi sono stati contestati….non esistono!!! il mio d.n.a. la mia indole, le mie inclinazioni mi hanno sempre portato ad aiutare e a non offendere il prossimo, i ragazzi in particolare; (…)

Era stata la famiglia della 14enne a denunciare il politico e far partire così le indagini. Di Febo il 28 dicembre dell’anno scorso era stato già condannato dal tribunale di Pescara in un procedimento di tutt’altro tipo, nato dall’inchiesta denominata Ciclone, su un presunto giro di tangenti negli appalti pubblici al Comune di Montesilvano.

Foto © TMNews