“È un giornale di sinistra e ha cercato un pretesto per attaccare Berlusconi”. Il corrispondente di Le Monde Philippe Ridet smonta l’incredibile bufala di Repubblica

È velocemente sparito dalla prima pagina l’articolo a firma Bernardo Valli, comparso ieri su Repubblica, nel tentativo di tirare per la giacchetta l’autorevole giornale parigino Le Monde sulla linea dell’antiberlusconianesimo a prescindere, per dirla alla Totò. “Avrei scritto anch’ io, non volentieri ma con slancio, l’ articolo di Philippe Ridet pubblicato ieri da Le Monde.

di luca17


È velocemente sparito dalla prima pagina l’articolo a firma Bernardo Valli, comparso ieri su Repubblica, nel tentativo di tirare per la giacchetta l’autorevole giornale parigino Le Monde sulla linea dell’antiberlusconianesimo a prescindere, per dirla alla Totò.

“Avrei scritto anch’ io, non volentieri ma con slancio, l’ articolo di Philippe Ridet pubblicato ieri da Le Monde. Questa mia immediata e candida affermazione deriva dal fatto che quanto dice il corrispondente del quotidiano parigino lo sentono molti italiani come me residenti all’ estero.

Così esordiva il pezzo di Valli, che raffigurava un’autoritaria linea imposta dal governo agli ambasciatori “invitati dal loro ministro a reagire quando i quotidiani stranieri parlano male dell’ Italia” nel cui quadro “Philippe Ridet racconta come lui e il suo collega del Wall Street Journal siano stati convocati alla Farnesina (sede del nostro ministero degli Esteri) e invitati a spiegare come vedevano l’ Italia e con quali criteri la raccontavano nelle loro corrispondenze”.

Già, peccato che non sia vero nulla. In un’intervista rilasciata al Giornale Ridet ha infatti chiarito di non essere mai stato “convocato per chiarire alcunché”, ma di essere stato semplicemente invitato dalla Farnesina a spiegare a un gruppo di giovani diplomatici riuniti in seminario, come la stampa estera vede il nostro paese. Il tutto in un clima cordiale e nell’ambito di un’iniziativa ricorrente in ogni paese europeo, senza la minima pressione di alcun genere.

A domanda su perché il quotidiano di Ezio Mauro abbia usato il termine “convocato”, il corrispondente di Le Monde ha risposto:

“Non lo so, dovete chiederlo a loro, io non sono mai stato convocato alla Farnesina e non ho affatto accusato Berlusconi di essere un dittatore. I miei rapporti con Palazzo Chigi sono ottimi”

E infine, come spiega l’interpretazione di Repubblica?

“È un giornale di sinistra e ha cercato un pretesto per attaccare Berlusconi. Ma i commenti più duri erano di Valli, non miei.”

Ecco come funziona l’informazione nel nostro paese.