Messico: scoperta una “cucina” dei narcotrafficanti, lì venivano uccisi i nemici e disciolti nell’acido

Vi abbiamo più volte parlato delle modalità con cui i cartelli della droga messicani – e non solo – eliminano i loro nemici: li sciolgono nell’acido, cancellando così ogni traccia dei corpi. Se ben ricordate nel gennaio scorso uno dei sicari addetti a questa pratica era stato arrestato a Ensenada, vicino Tijuana: Santiago Meza Lopez,


Vi abbiamo più volte parlato delle modalità con cui i cartelli della droga messicani – e non solo – eliminano i loro nemici: li sciolgono nell’acido, cancellando così ogni traccia dei corpi.

Se ben ricordate nel gennaio scorso uno dei sicari addetti a questa pratica era stato arrestato a Ensenada, vicino Tijuana: Santiago Meza Lopez, 45 anni, detto anche “el Pozolero”, colui che prepara lo stufato, aveva confessato di aver ucciso e sciolto nell’acido almeno 300 persone soltanto nell’ultimo anno.

Ma dove vengono praticati questi brutali omicidi? A quanto pare non c’è bisogno di un posto particolarmente appartato. E’ quello che hanno rivelato le autorità messicane, che pochi giorni fa hanno scoperto, durante un normale controllo di routine, uno di questi siti.

In una zona popolata a circa 200 miglia a sud di Monterrey, terza città più grande del Messico, i militari hanno rinvenuto quattro barili da 200 litri contenenti acido e resti umani non ancora dissolti.

A pochi passi c’era un muro pieno di proiettili, segno che i nemici venivano fucilati in quel luogo e successivamente fatti sparire nell’acido.

Non è stato ancora possibile stabilire quante persone siano state uccide in quel luogo e quale cartello sia l’autore di tale massacro.

Via | Univision

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