Gita fuori porta: a Monte San Biagio per la Sagra della salsiccia

Un appuntamento con il gusto inebriante della salsiccia di maiale (fresca o secca) questo weekend a Monte San Biagio, dove questa prelibatezza del palato viene sapientemente speziata con coria

Profumo di carne di maiale e di coriandolo, questo weekend a Monte San Biagio, già Monticelli, paesino in provincia di Latina e primo centro abitato del Regno delle Due Sicilie in cui s’imbattevano i viaggiatori che da Roma si recavano a Napoli attraverso la Via Appia prima dell’unità d’Italia.

Qui, da nove anni a questa parte, si celebra la Sagra della salsiccia di queste zone, dal tipico sapore deciso perché arricchita dai semi di coriandolo e talvolta piccante se vi viene aggiunto anche peperoncino, da gustare fresca o secca, affumicata per bene ai vapori del camino.

Qui, in effetti, la salsiccia è una vera vocazione: pensate che non si producono prosciutti o pancette, ma solo lei, la salsiccia detta monticelliana, quella, appunto con l’aggiunta di questa spezia (in dialetto locale “petarda”), uso che deriva dai Longobardi, popolo nomade che dal maiale ricavava solo salsicce o salami, ossia prodotti facili da trasportare. Loro per primi si accorsero del potere antibatterico del coriandolo, che consentiva di conservare più a lungo la carne, custodendone meglio anche le proprietà organolettiche e nutritive.

Il procedimento, una volta segreto, si svolge così: prima vengono fatti essiccare i semi oppure vengono abbrustoliti, poi si aggiungono all’impasto che viene esposto un paio di giorni al fumo e bagnato nel moscato di Terracina prima di essere insaccato nei budelli naturali. Le salsicce secche, invece, vengono conservate solo nell’olio extravergine ottenuto dalle olive della coltura itrana. Infine, per la produzione della salsiccia secca, vengono impiegati solo suini locali; per quella fresca solo maiali nazionali.

A tutela di questo ghiotto prodotto, esiste un consorzio che riunisce 12 produttori artigianali che in pochi anni hanno portato la produzione da mille a circa tremila quintali l’anno, cui se ne aggiungono altri tremila di produzione casalinga. Un vero e proprio orgoglio, quindi, per la cittadina, il cui centro storico medievale, cui potrete accedere da Porta San Rocco, da Porta San Vito oppure da Porta Castello, sarà tutto un tripudio di sfrigolii e profumini appetitosi durante tutto il fine settimana.

Questo il ricchissimo programma della manifestazione: questa sera esibizione del gruppo folk di Ferentino e dei canti tradizionali eseguiti dall’associazione Anziani di Monte San Biagio, poi il concerto di Enrico Capuano e la Tamurriata Rock, ma chi preferisce potrà gustarsi il match Napoli-Juventus grazie allo Juventus club locale. Domani mattina raduno di moto d’epoca, poi spettacolo di salsa, mentre la serata è affidata alla verve comica di Enzo Salvi e Mariano D’Angelo detto ‘Er Cipolla’, seguiti dal rumorista Alberto Caiazza e dalla tribute band di Celentano ‘Il re degli ignoranti’.

Domenica giornata dedicata all’animazione per bambini con giocolieri, mangia e sputafuoco, trampolieri, sculture di palloncini, supereroi e baby dance; si prosegue con le ballerine brasiliane e con il revival anni ’70, per concludere con la musica dei Blues Brothers a cura della band ‘Half brothers’ e con l’estrazione dei premi legati al biglietto d’ingresso.

Foto | Flickr