Elezioni 2013: da Cosentino a Dell’Utri, tutti gli “impresentabili” nelle liste

Anche Mastella cerca di rientrare in Parlamento

di guido

C’è chi ha parlato di “Liste pulite”, chi ha garantito che non darà spazio agli inquisiti, e poi c’è la nuova legge sull’incandidabilità, che però ha le maglie piuttosto larghe. Ma alla fine dei conti, quando si devono stilare le liste, spuntano sempre le deroghe, i distinguo, perché magari Tizio è perseguitato dai giudici, e Caio non ha ricevuto una condanna definitiva. Ed ecco che nelle liste elettorali cominciano a spuntare in silenzio, nascosti dai nomi nuovi e altisonanti, i vecchi “impresentabili”.

Abbiamo già parlato di Marcello Dell’Utri: Berlusconi aveva detto che non sarebbe stato candidato nel Pdl, in nome del rinnovamento, ma poi si era trovato l’escamotage, il co-fondatore di Forza Italia sarebbe stato candidato nelle liste di Grande Sud di Micciché. Adesso, peraltro, lo stesso Micciché lascia capire che Dell’Utri potrebbe tornare comunque all’ovile. D’altronde il Pdl non si fa problemi a candidare il pluriinquisito Nicola Cosentino, che dovrebbe essere addirittura il n°2 nelle liste al Senato in Campania, alle spalle dell’ex ministro Nitto Palma. Ancora non è ufficiale, ma Cosentino, indagato per concorso esterno in associazione camorristica, e a piede libero solo perché salvato dal voto della Camera, pare sicuro del posto nelle liste.

Ma, Dell’Utri o no, Grande Sud resta comunque un approdo (o ultima spiaggia) per molti impresentabili che, non essendo stati condannati in via definitiva, possono passare attraverso le maglie della legge sull’incandidabilità. Tra questi Alfonso Papa, il parlamentare arrestato nel luglio 2011 nell’ambito dell’inchiesta P4, ma anche Marco Milanese, ex braccio destro di Giulio Tremonti, e l’ex presidente della provincia di Napoli Luigi Cesaro, indagato per rapporti con il clan dei Casalesi. Infine, con Micciché sarebbe in trattative anche Clemente Mastella, a cui ormai va stretto il seggio di europarlamentare e che vorrebbe tornare da protagonista in Parlamento.

Ma non c’è solo il centro-destra, anche nel PD ci sono diversi casi controversi che non hanno mancato di suscitare polemiche. C’è ad esempio l’ex assessore provinciale di Milano Bruna Brembilla, su cui sarebbero aperti degli accertamenti per vicinanza con la ‘ndrangheta: non essendo indagata ufficialmente ha potuto partecipare (con successo) alle primarie dei parlamentari. Poi c’è Ludovico Vico, il parlamentare che, nelle intercettazioni nell’inchiesta sull’Ilva, brigava con i vertici dell’azienda tarantina contro il collega Roberto Della Seta che chiedeva di rivedere il decreto salva-Ilva. Della Seta che, al contrario, non trova posto nelle liste. Poi c’è Vladimiro Crisafulli, indagato per abuso d’ufficio e accusato di collusioni con la mafia, che sembra sicuro del posto in lista.

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