Ore 12 – Fra Berlusconi e Bossi (finta) esibizione a chi ce l’ha … “più duro”

Silvio Berlusconi dimostra di saper cavalcare bene anche il terremoto. Non solo per il ritorno di immagine (e poi di consensi e voti) per il premier “che c’è” e “che fa”. Ma soprattutto per come il leader del Pdl sa cogliere le opportunità per affrontare i nodi interni e spostare a proprio favore i rapporti

Silvio Berlusconi dimostra di saper cavalcare bene anche il terremoto.

Non solo per il ritorno di immagine (e poi di consensi e voti) per il premier “che c’è” e “che fa”.

Ma soprattutto per come il leader del Pdl sa cogliere le opportunità per affrontare i nodi interni e spostare a proprio favore i rapporti di forza. Usando sempre la sana pratica del “bastone e della carota”.

Adesso nel mirino c’è la Lega.

Dopo la battuta d’arresto sul decreto sicurezza e la ritrovata quadra “politica” (ma concretamente non si sa ancora come si potrà recuperare la bocciatura della Camera …) Berlusconi punta le sue bocche da fuoco verso il campo leghista.

L’idea del mettere insieme il referendum elettorale con le elezioni europee e amministrative del 7 giugno sarebbe una “pugnalata” a freddo per Bossi (deciso a far fallire la consultazione).

Gli obiettivi di Berlusconi sono chiari.

Dimostrare che è lui a sapere “risparmiare” soldi e utilizzarli per l’emergenza terremoto, smontando la campagna del Pd. Dimostrare di saper saldare le anime del Pdl, “recuperando” e “aiutando” Fini, favorevole al referendum. Dimostrare che la “catena” della Lega è corta ed è comunque solo il capo della maggioranza (Berlusconi) a decidere come e quando stringere il guinzaglio a Bossi.

Dovrà ingoiare il (grosso) rospo il Senatur? No, nella maggioranza non c’è (ancora) l’alternativa alla Lega. Potrebbe arrivare presto con il nuovo Partito della Nazione di Casini.

Oggi né Berlusconi e né Bossi vogliono far cadere Sansone con tutti i filistei. Allora?

Allora entrambi faranno buon viso a cattivo gioco. E prevarrà il buon senso del … compromesso: il referendum il 21 giugno insieme ai ballottaggi. E’ l’unico modo per salvare capra e cavoli. E il governo.

Un modo per perdere “solo” la faccia.

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