Elezioni 2013: Matteo Renzi si schiera con Bersani e attacca Monti

“Con una corrente avrei avuto 160 parlamentari”

di andreas

Durante tutte le primarie del Partito Democratico si era capita una cosa: tra Renzi e Bersani quello più vicino a Mario Monti era il sindaco di Firenze. In modo non sempre esplicito, ma la vicinanza su alcuni temi – in primis mondo del lavoro, articolo 18, rapporto con i sindacati – tra il ‘rottamatore’ e il premier si era sentita eccome. E sicuramente Renzi è uno che avrebbe preferito l’alleanza Pd-Monti. Ma il sindaco ha ripetuto in tutte le lingue che il suo posto è nel Pd, quindi in campagna elettorale non può che indossare la casacca e mettersi a fare gioco di squadra. Anche perché Bersani ha bisogno di lui, i due si sono parlati e quindi qualche do ut des ci sarà stato.

Fatto sta che Matteo Renzi si schiera apertamente con il suo segretario e contro Monti, e lo fa dalle colonne di Repubblica (qui l’articolo in pdf):

“Non sapevo che a Monti piacesse la fantascienza. Perché pensare di innovare la politica con Casini e Fini e come circumnavigare Capo Horn con il pedalò. Fantascienza, appunto. Rispetto il travaglio degli elettori e il Pd dovrà convincerli. Rispetto meno quello di quattro o cinque parlamentari che oggi agitano lo spettro di Vendola e Fassina ma non hanno esitato a votare la fiducia ai goveri di Turigliatto e Diliberto”


Eccolo il ruolo di Renzi per questa campagna elettorale: dare contro ai transfughi (in parte renziani) che dal Pd corrono in braccio a Monti e gettare acqua sul fuoco sulla questione Fassina-Vendola. oltre ovviamente a ricordare ai suoi sostenitori non appassionati dal Pd che lui, del Pd, è parte integrante. Ma non scenderà in campo in prima persona, insomma, né candidato né ministro.

“Non ho fatto tutta questa battaglia per una poltrona. Bersani mi ha chiesto di dae una mano sul tema dell’innovazione, un campo che sente comprensibilmente presidiato da Monti. A Monti va tutta la nostra riconoscenza. Ma la credibilità (…) ci si mette anni a conquistarla, basta un minuto per perderla. Spero che non l’abbia persa: ma non avrei mai detto mi candido sapendo di non candidarmi e non puoi essere quello che alza le tasse per salvare il Paese e promette di ridurle per affrontare la campagna elettorale. Sembra demagogia”.

E poi un tema delicato, molto delicato, per Renzi: Nichi Vendola e la sua affidabilità:

“Vendola ha una grande responsabilità. Non può far crollare il centrosinistra, l’ha già fatto una volta. Conto sulla sua intelligenza personale. I cittadini devono scegliere tra Bersani e Berlusconi, non Vendola”.

Dopo tutti questi aiuti al segretario, c’è spazio per un po’ di rivendicazioni.

“Nelle liste elettorali – se il criterio è quello della rappresentazione correntizia – siamo sottorappresentati. Avremmo diritto al 40%, cioè a 160 eletti. Ma le liste non sono nella mia disponibilità. Alla fine avremo una cinquantina di parlamentari, molti usciti dalle parlamentarie. Ma non saranno una corrente, saranno del Pd. Abbiamo troppo sofferto dello scilipotismo per farlo crescere in casa nostra”.