Immigrazione clandestina a Reggio Calabria: in manette 67 affiliati alla ‘ndrangheta

Nuovo blitz anti ‘ndrangheta, questa volta non per il traffico di droga, ma per quello dei clandestini. Due le cosche coinvolte, quella dei Cordì di Locri e quella degli Iamonte di Melito Porto Salvo. Gli affiliati, attraverso una serie di contratti di assunzione fittizi, permettevano agli immigrati di chiedere il visto d’ingresso per il nostro


Nuovo blitz anti ‘ndrangheta, questa volta non per il traffico di droga, ma per quello dei clandestini.

Due le cosche coinvolte, quella dei Cordì di Locri e quella degli Iamonte di Melito Porto Salvo. Gli affiliati, attraverso una serie di contratti di assunzione fittizi, permettevano agli immigrati di chiedere il visto d’ingresso per il nostro Paese.

La squadra mobile di Reggio Calabria ha eseguito 67 ordinanze di custodia cautelare in carcere: 32 destinate ad italiani, le altre 35 a cittadini indiani.

L’accusa mossa nei confronti del clan degli Iamonte è di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, mentre al clan dei Cordì si è aggiunta l’aggravante delle modalità mafiose.

Le autorità hanno reso note anche le richieste di denaro fatte agli immigrati, prevalentemente indiani e pachistani: dai diecimila ai 18 mila euro a testa.

Via | L’Unione Sarda

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