Global Warming? In Australia è già arrivato

Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, ci spiegava pochi giorni fa, che le crisi cui dobbiamo far fronte sono tre: quella finanziaria, quella energetica e quella ambientale. Quest’ultima ha nel global warming lo spauracchio più agitato, e, a volte oltre la soglia del ridicolo, ritenuto ancora controverso. Leggo oggi sul Los Angeles Times un pezzo

Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, ci spiegava pochi giorni fa, che le crisi cui dobbiamo far fronte sono tre: quella finanziaria, quella energetica e quella ambientale. Quest’ultima ha nel global warming lo spauracchio più agitato, e, a volte oltre la soglia del ridicolo, ritenuto ancora controverso.

Leggo oggi sul Los Angeles Times un pezzo interessante, che ci racconta come l’Australia sia il bastione del pianeta dove il riscaldamento globale sta facendo i danni più rilevanti, c’è anche un video che trovate qui sopra. Come mai proprio in Australia, cosa succede nella terra dei canguri, o meglio dalla Murray-Darling Basin?

Prima di tutto, una siccità senza precedenti, inimmaginabile. Leggete la testimonianza di questo coltivatore, ve la traduco:

Frank Eddy si sfila gli scarponi impolverati, e affonda in una sedia, mettendosi a tavola insieme alla sua famiglia. Parla con loro di come le cose siano cambiate, mentre allunga le mani seccate dalla polvere. “Ci sono suicidi in continuazione, stanno aumentando, c’è depressione ovunque. Ho un vicino che se la passa peggio di noi, l’altro giorno l’ho trovato nella sua stalla, piangeva, le mani sul viso, è un omone enorme, non ti aspetti cose del genere… siamo sul filo del rasoio, sono tempi disperati”

Come mai? La siccità rende impossibile coltivare, o lo rende antieconomico. La siccità porta agli incendi. E i contadini così si suicidano. Questo al sud, senza contare le heat wave, qualcosa che noi europei non possiamo neanche lontanamente immaginare. Al nord invece ce la si passa proprio alla grande, visto che arrivano monsoni a secchiate e torna la malaria. Sarà qualcosa di simile anche il nostro futuro?

Via | Los Angeles Times