Latina: proseguono indagini su omicidi Moro e Buonamano, indagato Costantino Di Silvio “Patatone”

Sarebbero migliorate le condizioni di Carmine Ciarelli, il pluripregiudicato raggiunto lunedì da 6 colpi di pistola all’addome esplosi da ignoti in pieno giorno davanti a un bar a Latina. I magistrati che si occupano del caso sottolineano che nessun testimone si è fatto avanti, nonostante l’ora e la zona relativamente isolata, il quartiere Pantanaccio. Le


Sarebbero migliorate le condizioni di Carmine Ciarelli, il pluripregiudicato raggiunto lunedì da 6 colpi di pistola all’addome esplosi da ignoti in pieno giorno davanti a un bar a Latina. I magistrati che si occupano del caso sottolineano che nessun testimone si è fatto avanti, nonostante l’ora e la zona relativamente isolata, il quartiere Pantanaccio. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia. Da Il Messaggero:

«Per questi tre fatti delittuosi non ho difficoltà ad ammettere che registriamo un atteggiamento non collaborativo da parte dei cittadini come nel caso di Carmine Ciarelli: viene ferito di mattina in strada, davanti un bar nei pressi della sua abitazione, tanta gente che va avanti e indietro, eppure nessuno ha visto niente».

A quell’agguato erano poi seguite due esecuzioni in meno di 48 ore: quella di Massimiliano Moro, nella sua abitazione, e di Fabio Buonamano in via Monte Lupone. Il Tempo riporta oggi che per Ciarelli la prognosi resta comuque rigorosamente riservata:

non tanto per le ferite causate dagli spari, quanto per pregresse patologie di cui il «rom» soffre (…). Ieri l’altro (pomeriggio), il personale dell’ospedale avrebbe avvertito il 113: il paziente doveva essere spostato dal Reparto di Rianimazione, nel quale è ricoverato in coma farmacologico, per essere sottoposto in un’altra Divisione all’esame Tac. Sul posto uomini della polizia che hanno appunto scortato Ciarelli nel suo breve viaggio all’interno dell’ospedale Goretti.

Intanto le indagini proseguono…

e dall’esame dei tabulati telefonici si sarebbe risaliti agli ultimi contatti avuti dalle vittime.

l legame tra i fatti Ciarelli, Moro e Buonamano ormai è evidente, le indagini stanno permettendo di definire un collegamento preciso, anche se, a poco meno di tre giorni di distanza dall’ultimo omicidio, è troppo presto per scartare definitivamente anche l’ipotesi meno plausibile.

il capo di gabinetto della questura Nicolino Pepe:

«Il lavoro è incessante la natura del collegamento tra i tre personaggi colpiti è ovviamente la finalità della nostra attività. Intanto per far fronte allo stato di emergenza il questore D’Angelo ha richiesto e ottenuto personale da Roma».

Una pista privilegiata ci sarebbe e gli investigatori l’avrebbero imboccata soprattutto analizzando i precedenti dei tre, i contatti, i risvolti delle ultime frequentazioni. Per Moro e Buonamano, grazie ai tabulati telefonici, sarebbero state ricostruite le ultime ore di vita.

In relazione all’omicidio di Fabio Buonamano c’è un primo indagato: un testimone avrebbe messo gli investigatori sulle tracce di un pregiudicato latinense di 28 anni…

La Polizia sta cercando in ogni angolo Costantino Di Silvio, detto «Patatone», 28 anni, di Latina, considerato la possibile «chiave di volta» per far luce sugli omicidi e in particolare sull’uccisione di Fabio Buonamano. A tirare in ballo il 28enne sarebbe sato un testimone ritenuto estremamente attendibile. Gli inquirenti mantengono le bocche cucite come poche volte era accaduto in passato, ma l’autopsia sulla salma del 32enne «Bistecca» sarebbe slittata proprio per il coinvolgimento di «Patatone» nell’inchiesta.

Trattandosi di un accertamento tecnico non ripetibile, chi si sospetta coinvolto nel delitto ha diritto a un difensore e a far partecipare un suo consulente di fiducia all’esame. Dalla Procura della Repubblica è stato quindi inviato l’avviso a «Patatone», che la Polizia sembra però non essere ancora riuscita a rintracciare.

Il 28enne, che, pensano gli investigatori, forse si è allontanato da Latina, due anni fa era stato protagonista della gambizzazione di due operai. Ad aprile 2009 era stato trovato in auto con una pistola sospetta ma nel novembre scorso era stato assolto per l’episodio e sottoposto alla sorveglianza speciale. Scrive Il Tempo:

Sembra che un testimone abbia visto, martedì sera, Buonamano salire in auto con Di Silvio poco prima che venisse trovato ucciso in via Monte Lupone. Le principali ipotesi sulla scia di sangue che ha macchiato il capoluogo pontino diventano così due e tutte legate a regolamenti di conti all’interno della malavita locale. Un’ipotesi è quella che, magari per un prestito «lievitato» e che non intendeva saldare, qualcuno abbia deciso di provare a uccidere Carmine Ciarelli e che, a poche ore di distanza dal ferimento quasi mortale a Pantanaccio, sia scattata la vendetta, con l’uccisione di Massimiliano Moro nel suo appartamento in largo Cesti, con ogni probabilità tradito da un amico che ha consentito al killer di entrare in casa, e poi di Fabio Buonamano, anche lui attirato in una trappola.

Una seconda ipotesi vede invece l’agguato a Ciarelli slegato dagli altri due omicidi, ritenuti una vendetta di «Patatone» per la morte del padre, Ferdinando «Il bello», saltato in aria con la sua auto a Capoportiere, il 10 luglio 2003, un caso rimasto insoluto e per il quale il giovane avrebbe potuto pensare a un coinvolgimento di alcuni appartenenti alla malavita del capoluogo pontino. Le perquisizioni a casa dei Di Silvio e dei Ciarelli intanto si susseguono e a un parente di Carmine è stato sequestrato un motorino. Sotto torchio inoltre il giovane che sarebbe stato picchiato da Moro per un debito di droga, il quale avrebbe però un alibi di ferro.

Via | Latina24oreIl Tempo
Foto | Flickr

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