La politica “cavalca” il terremoto. Tregua già finita? Aperta inchiesta per disastro e omicidio colposo

Dietrofront. Non c’è emergenza che tiene. Si specula sulle disgrazie e persino sui morti.Come prevedibile, il clima di “solidarietà e concordia” politica dopo il terremoto abruzzese, non regge, sfarinandosi come neve al sole.Ripartono le polemiche e si apre il walzer delle responsabilità. Innanzi tutto tende a sfaldarsi l’unità “d’azione” fra governo e opposizione. Il premier

Dietrofront. Non c’è emergenza che tiene. Si specula sulle disgrazie e persino sui morti.

Come prevedibile, il clima di “solidarietà e concordia” politica dopo il terremoto abruzzese, non regge, sfarinandosi come neve al sole.

Ripartono le polemiche e si apre il walzer delle responsabilità. Innanzi tutto tende a sfaldarsi l’unità “d’azione” fra governo e opposizione.

Il premier Berlusconi ringrazia i Paesi “amici” ma dice “no” agli aiuti internazionali. E subito c’è la posizione contraria del leader del Pd, Dario Franceschini che invece vuole accettare la mano amica del mondo.

Il premier Berlusconi vuole costruire la “new town” vicino alla vecchia e disastrata L’Aquila e tosto arriva il veto del Pd con Ermete Realacci: “C’è un problema di identità, di anima dei luoghi delle comunità colpite. Bisogna ricostruire l’Aquila lì dove era da secoli”.

Poteva mancare l’attacco di Antonio Di Pietro? Dice l’ex Pm: “E’ una tragedia che poteva almeno essere contenuta. Giampaolo Giuliani, che aveva preannunciato questo disastro, è stato denunciato per procurato allarme. Che senso ha investire nel Ponte sullo Stretto di Messina o discutere sulla costruzione di centrali nucleari sicure, se non si riescono neppure a garantire i requisiti antisismici nelle abitazioni?”.

Ma non basta. Perché poi c’è il “contorno” che si moltiplica ora dopo ora.

La Lega Nord con Maurizio Fugatti coglie l’occasione del terremoto “per bloccare l’ingresso di acciaio cinese che non ha le caratteristiche tecniche e di sicurezza di quello italiano”.

Rincara la dose il presidente onorario della Commissione grandi rischi Franco Barberi: “Un terremoto così, in California non avrebbe provocato nemmeno un morto. Perché qui la gran parte degli edifici non garantisce la sicurezza”.

Dulcis in fundo. La Procura dell’Aquila apre un’inchiesta nei confronti di ignoti per disastro e omicidio colposo per le 207 vittime ipotizzando responsabilità nella costruzione degli edifici crollati.

Siamo il Paese degli zolfanelli che ama giocare accanto a un mare di benzina.

I Video di Blogo