Alex Zanardi promette: “A Rio ci sarò”. E nella maratona di Venezia aiuta il collega | Video

Alex Zanardi si ferma e aiuta l’amico paraplegico in difficoltà alla maratona di Venezia. Poi, in un’intervista a GQ promette: “A Rio voglio esserci”

di antonio

La faccia e l’emblema dell’altruismo, della determinazione, di un modus vivendi da ammirare, hanno uno nome e cognome: Alex Zanardi. Durante la maratona di Venezia il 46enne bolognese ha visto il suo amico – collega di gara, il 17enne Eric Fontanari, in difficoltà e ha deciso di fermarsi per aiutarlo e spingerlo per molti chilometri fino al traguardo. Un gesto di altissimo valore che nobilita ancora una volta lo sport, inteso come metafora di vita, e Zanardi che commenta così l’episodio: “E’ stata un’avventura pazzesca. Eric ha iniziato a patire il freddo con degli spasmi muscolari e non riusciva più a tenere la sua handbike che piegava tutta a sinistra. A quel punto ho capito che era troppo rischioso arrivare in queste condizioni a Venezia per cui ho deciso di sganciare la ruota anteriore di Eric e agganciare il suo mezzo al mio con una corda trovata per caso sul percorso, spuntata da un bidone della spazzatura. Abbiamo smontato la ruota anteriore della carrozzina di Eric, l’ho legato dietro a me e siamo ripartiti. Sembravamo l’A-Team“.

Il racconto della gara si infittisce di aneddoti: “Il bello doveva ancora venire perché qualche chilometro dopo mi si rompeva la guaina del cambio e tutto ciò mi ha costretto ad utilizzare un rapporto durissimo e fare una fatica incredibile. Poi, miracolosamente, ho trovato un nastro e ho ‘steccato’ la guaina rotta attorno al freno. In questo modo sono riuscito a cambiare di nuovo e rendere quindi più facile la mia pedalata. Inoltre, ero troppo incitato da Eric che dietro di me urlava ‘vai trattore che ce la facciamo, arriviamo al traguardo!’. Iniziavano così i 13 ponti di Venezia dove facevo fatica a tenere l’handbike perché la ruota anteriore slittava, visto che tutto il peso era sbilanciato all’indietro. Avevamo il pubblico e i volontari ad aiutarci, sapevamo che il traguardo era vicino e non potevamo mollare“.

Il traguardo varcato da Fontanelli per merito di Zanardi: “Dopo l’ultimo ponte mi sono fermato per attendere l’accompagnatore in bicicletta che avrebbe dovuto portarmi la ruota anteriore dell’handbike di Eric, perché volevo fosse lui a transitare per primo sul traguardo. Purtroppo, l’accompagnatore non è mai arrivato e così ho deciso di trainare Eric fino a 1 centimetro dall’arrivo, sono sceso dalla mia handbike e, come già fatto lo scorso anno con Francesco, ho fatto in modo che fosse il suo corpo a transitare per primo sotto la linea di arrivo. E’ stata durissima ma anche stavolta un’emozione incredibile: non potevo arrendermi, perché Eric ci ha creduto dal primo all’ultimo metro“.

Il mensile “GQ” ha dedicato una copertina e una lunga intervista allo sportivo italiano che promette di arrivare alle Olimpiadi brasiliane: “Io a Rio ci sarò. Sì, certo, me lo dovrò guadagnare ma ci sarò. E se ci vado, non è per vedere la spiaggia. Sa come si dice nel nostro ambiente: dal secondo posto in giù è come le balle dei cardinali: non servono a niente, o almeno dovrebbe essere così. Io tiro come una bestia”.

Alex vuole continuare a stupire non solo nello sport: “Sono fiducioso che presto o tardi potrò tornare a camminare, a prendere il mio Niccolò sulle spalle. E magari tornerò anche a correre, da qualche parte, in qualche modo. Non sono Superman e nemmeno Padre Pio. Ho patito l’inferno nei centri di riabilitazione, ho visto molti altri patirlo. Persone che si arrendono sfinite dal dolore, dalla disperazione. Ma le cose possono essere fatte. L’importante è desiderare. E io ho desiderato tanto. Io sono drogato di sport, di sfide. Anche se c’è da aprire un barattolo che non si apre: per me diventa subito un braccio di ferro col coperchio. Quanto valgo oggi? Quanto posso valere di più domani?”.

Zanardi in politica? Il diretto interessato, a precisa domanda, esclude quest’eventualità: “A parte i 14 chili di gambe in meno? Quando correvo fino ai 400 all’ora sulle piste di tutto il mondo, ero io da solo. Adesso, su quell’handbike, c’è mezza Italia che spinge con me. Sento che la gente mi vuole bene. Ma, in fondo, non ho fatto niente di speciale. Ho preso la bicicletta. E ho pedalato. Napolitano vuole nominarmi senatore a vita? Ma no, non mi sento pronto, non è il mio. Pensi che la prima volta ho votato Craxi perché mi sembrava uno con la faccia onesta E poi, se scambio il Darfur per una scatola di cioccolatini, da uomo di sport ci sta anche. Ma da politico, dai, che figura di m….

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