Bersani-Monti, duello all’Ok Corral?

Con Monti per l’Italia – Scelta civica Si potrebbe pensare – ingenuamente – che il “cinguettare” di Mario Monti su Twitter sia l’adeguamento alla moda della nuova comunicazione politica imperniata sui social network o, addirittura, a una caduta di stile del Prof. E’ vero, c’è il rischio che a prevalere siano il pettegolezzo e gli

Con Monti per l’Italia – Scelta civica

Con Monti per l\'Italia - Scelta civica
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Si potrebbe pensare – ingenuamente – che il “cinguettare” di Mario Monti su Twitter sia l’adeguamento alla moda della nuova comunicazione politica imperniata sui social network o, addirittura, a una caduta di stile del Prof. E’ vero, c’è il rischio che a prevalere siano il pettegolezzo e gli insulti via web e non la soluzione dei problemi del Paese. Ma, specie in una campagna elettorale difficile e dai tratti imprevedibili, nulla va lasciato d’intentato.

Tant’è possa sembrare il contrario, a Monti non manca certo il coraggio di affrontare gli avversari e gli elettori comuni “de visu”. La strategia del Prof è chiara: entrare pesantemente nella “riserva” elettorale del Partito Democratico, cercando di portare con sé non certo lo zoccolo duro (politicamente di sinistra e anagraficamente più anziano) ma le componenti più giovani, lontane dall’apparato e dalla struttura di potere, più aperta al confronto virtuale.

Va ricordato che Bersani vinse le primarie e i successivi ballottaggi soprattutto grazie all’apporto di elettori più legati al partito e più anziani. Bastava osservare le file delle persone ai gazebo, per capirlo. Quindi – almeno in questa prima fase elettorale con Berlusconi a ruota libera e mina vagante – Monti punta a portar via voti al Pd, anche in previsione del duello finale e post voto con Bersani, dove in palio c’è la poltronissima di Palazzo Chigi.

Ecco perché Bersani si è incupito: l’offensiva (anche sul piano mediatico) di Monti non lascia spazio alle incertezze sugli intendimenti del Prof e quindi altra via non c’è, per il Pd, che provare di colpirlo, come avversario, se non proprio come nemico. Si dirà: è la campagna elettorale, bellezza!

Ma Bersani – ex Pci – non è né bischero né l’ultimo arrivato e sa come si gestiscono le elezioni: adesso, con “questo” Monti fra se stesso e il Cav, il segretario del Pd deve assolutamente trovare “coperture” al centro, avendo già la copertura a sinistra. Basterà il recupero in prima linea del rottamatore Renzi per far sventolare la bandiera riformista e chiudere la stalla prima che gli elettori “moderati” abbandonino (come Ichino e altri) il pidì seguendo il Prof?

E qui, forse, se Bersani punta su Renzi, casca l’asino. C’è partita fra il giovane “rottamatore” e l’attempato (e scaltro) professore?