Novara, omicidio imprenditore Ettore Marcoli: utilizzato fucile a canne corte, proseguono indagini

Proseguono le indagini sull’omicidio di Ettore Marcoli, l’imprenditore edile ucciso nel suo ufficio di Romentino (Novara) quattro giorni fa. L’autopsia ha accertato che l’uomo è stato assassinato con due colpi esplosi a distanza ravvicinata con un fucile a canne corte, forse una lupara. L’ipotesi di un omicidio premeditato – maturato nell’ambito dell’ambiente lavorativo della vittima


Proseguono le indagini sull’omicidio di Ettore Marcoli, l’imprenditore edile ucciso nel suo ufficio di Romentino (Novara) quattro giorni fa. L’autopsia ha accertato che l’uomo è stato assassinato con due colpi esplosi a distanza ravvicinata con un fucile a canne corte, forse una lupara.

L’ipotesi di un omicidio premeditato – maturato nell’ambito dell’ambiente lavorativo della vittima – sembra prendere sempre più piede presso gli investigatori che scandagliando la vita privata dell’uomo non avrebbero trovato nessun indizio in grado di spiegare quella che fin da subito era sembrata un’esecuzione in piena regola.

L’assassino forse aveva un complice rimasto all’esterno della cava, alla guida della vettura vista partire a gran velocità subito dopo lo sparo da Ezio Marcoli e da un dipendente della ditta. Qualche giorno fa è stato ascoltato anche un imprenditore che la sera dell’omicidio aveva un appuntamento con Marcoli e che in passato aveva collaborato con lui.

L’uomo è stato poi accompagnato, come raccontato dal padre della vittima Ezio, fino al cancello della cava. Andando via ha riferito di non avere incrociato nessuna auto sulla strada del ritorno: chi ha ucciso probabilmente era nascosto nella cava, conosceva bene l’area e aspettava solo il momento opportuno per agire.

Come riporta OkNovara:

Il luogo in cui è avvenuto l’omicidio non è infatti semplice da trovare. La cava si trova infatti nel territorio stretto fra i confini territoriali dei comuni di Romentino, Galliate e Trecate. Ed è accessibile solo da una strada sterrata che si trova a ridosso della A4 e della Tav, poco illuminata e immersa in un dedalo di strade di campagna.

Di indiscrezioni trapelatate da “ambienti investigativi” si legge su CronacaQui:

Le ipotesi che si possono avanzare sono due: o il delitto è maturato dopo un litigio, magari per opera di un ex dipendente o di un creditore, oppure Ettore Marcoli era in lite con qualcuno che ha voluto fargliela pagare. Insomma, un regolamento di conti. Secondo indiscrezioni filtrate dagli ambienti investigativi, prima dei colpi di pistola sarebbero volati anche alcuni ceffoni e dei due aggressori, si sospetta, uno potrebbe essere proprio un ex dipendente di Marcoli. Nella notte, mentre gli uomini della scientifica operava­no i rilievi sul luogo del delitto, gli investigatori hanno ritrovato la Fiat Panda, l’auto servita agli assassini per fuggire.

Foto | OkNovara